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Sap, spinta verso la digitalizzazione delle pmi

Direttore responsabile di Silicon, ITespresso, ChannelBiz e Ubergizmo dalla nascita, ama analizzare le dinamiche del mercato IT e le strategie dei vendor. Scrive da più di vent'anni di tecnologie, acquisizioni, hardware e software. Modera convegni e seminari. In passato ha diretto Techweekeurope, Gizmodo, Vnunet, PC Magazine e PC Dealer, iniziando il percorso professionale a Computerworld Italia dopo la laurea.

Una ricerca condotta da SDA Bocconi per conto di SAP Italia analizza un campione di circa 1.200 pmi italiane: il 63% delle aziende ha già avviato un processo di digitalizzazione

Le imprese industriali sono uno degli ambiti in cui Sap da sempre indaga per capire quali stimoli possano essere colti e tradotti in spunti per innescare processi di trasformazione digitale.
Le opportunità non mancano e anche in ambito manifatturiero i processi possono subire dei cambiamenti importanti laddove si innestano tecnologie digitali in aziende anche storiche, che trasformano non solo il modello di produzione, ma anche il modo in cui orchestrano e integrano diverse soluzioni digitali che impattano sulla cultura aziendale.
In questo scenario è però importante capire come le Pmi pensano di innovare valutando anche tecnologie innovative  come l’introduzione di robot collaborativi, macchinari di stampa 3D, realtà aumentata, IoT, cloud, big data analytics e cybersecurity. 

Da una ricerca commissionata da Sap Italia a SDA Bocconi School of Management  su un campione di 1.200 aziende di cui il 54% Pmi con fatturato  inferiore ai 40 milioni di euro  –  coinvolgendo anche aziende partner quali Altea UP, BMS Italia, Derga Consulting, Engineering, Exprivia, Horsa, ICM.S, Sidi – è  emersa una marcata predisposizione alla digitalizzazione: il  63% delle aziende intervistate ha già concluso (27%) o ha già lanciato (36%) almeno un’iniziativa di digitalizzazione, mentre il 13% ha dichiarato l’intenzione di farlo entro il 2017.

Gianluca Salviotti, SDA Professor di Sistemi Informativi, SDA Bocconi School of Management
Gianluca Salviotti, SDA Professor di Sistemi Informativi, SDA Bocconi School of Management

Le interviste – condotte nel mese di settembre 2016 a responsabili di sistemi informativi, produzione, logistica, vendite, risorse umane, messo in evidenza anche la relazione tra processi di digitalizzazione e disponibilità di budget: nel 65% dei casi il budget è parte di quello aziendale globale, mentre solo nell’11% dei casi deriva da una budget divisionale, a testimoniare che i processi di digitalizzazione necessitano di figure di governo centrali all’azienda (responsabile dei sistemi informativi per il 48% dei casi, il Ceo o prima linea manageriale per il  40%, la proprietà per 36%),  dimostrando sia l’interessamento dei vertici sia la necessità che i processi siano guidati da persone competenti, che masticano tecnologia. Laddove per tecnologia l’interesse va verso  la  costruzione dell’infrastruttura su cui poggiare le basi future dello sviluppo: il cloud computing e la robotica avanzata sono le due tecnologie  più coinvolte,  con attività in ambito Saas (16%), PaaS (20%) e Iaas (23%),  mentre per Realtà Aumentata e alla stampa 3D persiste una maggior cautela. “Il Cloud rappresenta, in questo momento, il focus principale dei Cio citato dal 59% degli intervistati ” dichiara Gianluca Salviotti, Professor di Sistemi Informativi di SDA Bocconi School of Management e aggiunge Carla Masperi, Coo di SAP Italia: “Le soluzioni software devono essere in grado di sfruttare big data, social media, modelli di accesso al software in cloud, applicazioni IoT e comporre la dorsale digitale dell’organizzazione a cui collegare tutte le applicazioni a supporto del core business. Per questo motivo non si parla solo di Industry 4.0, ma anche di Value Chain 4.0″

Carla Masperi, COO di SAP
Carla Masperi, Coo di SAP

Nel complesso il 41% delle aziende manifatturiere dichiara di destinare maggiori risorse in futuro ai processi di trasformazione, con tre finalità: efficienza e produttività (57%), maggior livello di coordinamento interno (47%) e miglioramento della qualità (33%). Se invece si restinge il raggio d’azione al Digital Manufacturing, la percentuale di aziende attive scende leggermente rispetto ai piani di digitalizzazione aziendale: sono  48% le realtà che si dichiarano attive e il 15% quelle che prevedono di attivarsi entro il 2017.  E conclude Salviotti: I nostri interlocutori sono impegnati a costruire l’infrastruttura, di processo e tecnologica, su cui basare le fondamenta del percorso verso i paradigmi dell’Industria 4.0. Il tutto senza ansia da moda tecnologica, ma con una oculata scelta di strumenti e tecnologie laddove opportuno”. Un modello che valuta bene i benefici e il ritorno degli investimenti prima di  ribaltare l’infrastruttura.