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SAP: più cloud vuol dire più solidità

Giornalista e collaboratore di TechWeekEurope, si occupa professionalmente di IT e nuove tecnologie da oltre vent'anni e ha collaborato con le principali testate italiane di settore

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Il passaggio degli utenti al cloud significa per SAP un business più prevedibile: ne abbiamo parlato con il responsabile EMEA Franck Cohen

Un paio di settimane fa i risultati preliminari di SAP per il primo trimestre 2016, poi sostanzialmente confermati da quelli definitivi, mettevano in evidenza la transizione graduale che l’azienda tedesca sta compiendo dal modello on-premise a quello cloud. Il business cloud fa ancora una parte relativamente contenuta (il 18 percento circa) del business software/servizi, ma l’attenzione dell’azienda è su un altro indicatore: la percentuale di giro d’affari che si fa prevedibile.

E qui – ci ha spiegato Franck Cohen, Presidente di SAP EMEA – si vede uno dei valori magari meno tecnologici e ovvi della “nuvola”: più cloud significa più solidità economica. “In questo momento – sottolinea il manager – il 69 percento dei nostri ricavi è prevedibile, quindi garantito. Immaginiamo di incrementare questa percentuale all’80 percento e poi all’85, al 90… Avere ricavi prevedibili significa essere più solidi finanziariamente, il cloud è la strada per avere questa prevedibilità”.

I dati chiave di SAP per il primo trimestre 2016
I dati chiave di SAP per il primo trimestre 2016

La dinamica del cloud diventa così immediatamente una dinamica economica tra un business (ragionevolmente) certo e uno aleatorio: il sorpasso del primo sul secondo “globalmente si avrà tra due anni circa, ma negli Stati Uniti è già avvenuto”, commenta Cohen. Come favorire questa crescita? Per Cohen “La spinta verso il cloud può venire soprattutto dalle applicazioni per le line-of-business, per la gestione di processi commodity che non sono quelli tramite cui un’azienda si differenzia dalle altre”. Molto si lavora anche per la parte analitica, la peculiarità di SAP è che “è il sistema nel suo complesso che punta al cloud”.

Non tutti si ritroveranno in questo senario, in particolare secondo Cohen “I grandi clienti non sposteranno mai sul cloud pubblico multi-tenant le loro applicazioni core. Per loro l’opzione migliore resta il cloud privato”. Secondo SAP questa classe di utenti vede il cloud pubblico come troppo generico e inoltre non può sempre adeguarsi agli aggiornamenti ‘obbligati’ periodici delle piattaforme, tipici delle infrastrutture multi-tenant.

Franck Cohen, Presidente di SAP EMEA
Franck Cohen, Presidente di SAP EMEA

Tra i segnali importanti del primo trimestre SAP anche le cifre di S/4HANA, con 500 nuovi utenti circa di cui un terzo clienti completamente nuovi per l’azienda tedesca. “I clienti – spiega Cohen – hanno capito che la nuova piattaforma SAP è S/4HANA. Hanno cioè compreso che è questa la piattaforma da adottare per gestire il business in tempo reale, analizzare i dati velocemente, adattarsi ai Big Data e migrare verso il business digitale. È importante che una fetta dei clienti sia fatta da nuovi utenti”. Fra questi anche nomi italiani come Benetton e Technogym: la prima ha scelto la Fashion Management Solution, S/4HANA e HANA per la gestione del canale retail e del franchising; la seconda usa S/4HANA e la HANA Cloud Platform.

Infine, se SAP ha chiuso bene il trimestre anche in Europa è merito secondo Cohen di una crescita ai danni dei concorrenti. “La regione EMEA – spiega – ha diverse difficoltà come ad esempio in Russia e nel Medio Oriente per la flessione del prezzo del petrolio. I risultati sono stati buoni grazie all’acquisizione di market share rispetto ai concorrenti, anche nel mercato delle piccole-medie imprese e non solo delle grandi aziende”.