CloudDatacenterIaasPaasSaasVirtualizzazione

Ricerca Oracle, cresce la fiducia nella proposta Iaas

Nel 1998 inizia la sua esperienza nel mondo IT in Mondadori e partecipa alla nascita di Web Marketing Tools di cui coordina la redazione. Redattore esperto di software per PC Magazine, e caporedattore di ComputerIdea, segue da circa 20 anni l'evoluzione del mondo hardware, software e dei servizi IT in un confronto continuo con le aziende leader del settore

Tra le aziende cresce la consapevolezza sui benefici del cloud infrastrutturale, come strumento progettuale per l’innovazione. La carenza di competenze resta una criticità. I risultati della ricerca Oracle You&Iaas

Tre mesi sembrano un attimo ma sono tanti quando si studiano i cambiamenti di scenario in cloud, sei mesi sono un secolo, un anno è quasi un’eternità. E così a guardare anche solo all’adozione del cloud in Italia, a fine 2016, nel raffronto con oggi, è facile percepire come sia in corso un profondo cambiamento di atteggiamento, anche nel nostro Paese.

E’ ben evidenziato dalla ricerca You & Iaas di Oracle, condotta su un campione di 1610 professionisti (sostanzialmente il medesimo della prima rilevazione), a livello globale ma con una significativa presenza italiana e soprattutto su realtà che hanno sposato soluzioni di diversi vendor (non solo Oracle).

You&Iaas - Il campione della ricerca
You&Iaas – Il campione della ricerca (Fare clic sull’immagine per renderla leggibile)

All’interpretazione di questa seconda ondata di dati ci guida Luigi Scappin, Direttore Prevendita e Business Development di Oracle, che può vantare un costante e diretto contatto con i clienti, e le loro esigenze: “Oggi non parliamo più di una fase di lancio, ma di una piena consapevolezza dei benefici di una proposta Iaas. Prima si parlava solo di portare macchine in cloud, oggi si parla anche di container, con la consapevolezza – vero – di vivere un momento in cui tutti impariamo, noi dai clienti e i clienti da noi” .

Luigi Scappin
Luigi Scappin – Direttore Prevendita e Business Development di Oracle Italia

Entriamo nel dettaglio. I dati della ricerca fanno riferimento a industries di ogni comparto (il 15 percento sono aziende High Technology, gli altri settori sono molto più frammentati, ma rappresentativi), l’Italia sul campione complessivo pesa per il 13 percento.

Scappin propone la diretta comparazione nel nostro scenario rispetto a tre mesi fa: “Il tema non è più esclusivamente il risparmio, oggi si parla di innovazione, di effettivo vantaggio competitivo, e soprattutto si parla della possibilità sfruttando il cloud Iaas di “provare”  ad abilitare nuovi scenari, nuove possibilità di business con il minimo rischio”.  Un tema interessante perché coinvolge startup e grandi aziende (queste ultime presenti al 50 percento nella ricerca).

La facilità di innovare grazie al Iaas è registrata in Italia nel 69 percento delle risposte (+13 percento rispetto a tre mesi fa); non solo, sempre in Italia il 36 percento del campione è oggi convinto che la proposta Iaas sia un driver per riuscire a lavorare su progetti a valore aggiunto (+ 19 percento rispetto a tre mesi fa), e il 51 percento delle realtà italiane è certo che le soluzioni Iaas contribuiscano all’aumento della produttività.
Scappin: “E’ una produttività che oggi non si misura più solo in efficienza tecnologica (nell’ambito quindi “software defined”), ma è letteralmente eliminazione dei colli di bottiglia di alcuni processi interni alle organizzazioni”.  

Chi non investe ora nell’Infrastructure as a service farà quindi fatica a tenere il passo in futuro: è così per il 61 percento del nostro campione, mentre le problematiche di affidabilità e performance rappresentano sempre meno limiti oggettivi. 

You&Iaas - Evoluzione delle problematiche Iaas
You&Iaas – Evoluzione delle problematiche Iaas

Non sono comunque percezioni di un campione incantato dalla tecnologia, e l’indagine infatti  evidenzia anche le problematiche, almeno come sono percepite dai clienti.
Al top in questo senso restano quelle relative alla sicurezza e sono crescenti (per il 32 percento del campione complessivo, rispetto al 26 percento della prima rilevazione).
Tuttavia le azioni richieste dall’entrata in vigore del GDPR si conciliano con una presenza sicura in cloud, perché prevedono l’utilizzo della crittografia, la gestione centralizzata delle identità, l’analisi e il controllo dei log, tutti tasselli intrinseci dell’offerta Iaas.

Più critico invece il problema del gap sugli skill.
Scappin non si nasconde dietro a un dito: “Questo sì. Questo è il vero problema, non di così semplice soluzione: siamo in una fase in cui si assiste spesso alla rincorsa di risorse umane già formate e preparate – anche tra gli stessi competitor” . 

Il passaggio a una scelta Iaas, proprio per questi motivi, è facile sollevi anche ripensamenti (mai rimpianti), del tipo “a posteriori avrei voluto…”. La ricerca allora evidenzia come essi non riguardino tanto la scelta, quanto piuttosto il bisogno di comprendere prima le tecnologie (33 percento dei casi), con l’aiuto di advisor esterni, di testarle di più e più a lungo (32 percento), e di avere già a priori una strategia chiara per muoversi dai sistemi on-premise. Una delle note in questo senso, quella relativa all’utilizzo di strumenti di migrazione automatizzati, sta invece già trovando soddisfazione.

In questo scenario, Oracle si presenta con una proposta di cloud trasversale per modalità e declinazione con Iaas, Paas, Saas e Daas. Nel quadrante Gartner relativo all’offerta Iaas a giugno 2017 l’azienda è comparsa in basso a destra (è presente comunque in tutti i quadranti relativi al cloud computing), tra gli innovatori promettenti (in alto a destra per lo Iaas ci sono invece Amazon, Microsoft e Google), ora arriva ai clienti anche europei con la sua region Data Center di Francoforte (uno dei DC Gen2 sui 15 distribuiti a livello mondiale), mentre sono una trentina i data center Oracle a livello globale.

Poter poggiare sul Data center di Francoforte e quindi con un’offerta Iaas entro i confini europei, ove richiesto, oltre a soddisfare le perplessità dei più prudenti e le compliance UE, abilita la disponibilità di connettività 25 Gbit e SLA (Service Level Agreement) garantiti di altissimo livello (tipici dei DC Gen2), con un pieno controllo sulle risorse disponibili a un livello di granularità non possibile al momento su altri cloud pubblici.

E’ questo, secondo Scappin, il vero plus dell’offerta Oracle per i cosiddetti Big Elephant, termine che non identifica semplicemente chi traffica immense quantità di dati, ma anche chi presenta importanti criticità su pochi dati (per esempio banda e latenza, necessità di processi paralleli).
Il cloud Iaas di classe enterprise per Oracle non è tale perché offerto solo alle grandi aziende, ma vuole essere tale perché a parità di costi vuole arrivare anche alle piccole e medie. 

A questo proposito sono in corso due tipologie di azioni: commerciale e tecnica. Per quanto riguarda la forza commerciale Oracle sta formando migliaia di giovani in Spagna, Romania e Dublino per farli crescere e avvicinare il mercato delle piccole aziende, mentre dal punto di vista tecnico il vendor propone un’offerta modellata espressamente sull’agilità delle startup, quindi pronta per DevOps, GitHub, per l’utilizzo di Docker e Kubernetes (tecnologia abbracciata a tutto tondo da Oracle proprio alla vigilia dell’estate), con la possibilità di prendere poi dal mercato e aggiungere i componenti di interesse (per quanto riguarda Saas e Paas, vedi figura successiva).

Oracle Iaas Gen2 - Integrazione di microservizi e DevOps con le app enterprise e i Cloud Services per migliorare il time to market
Oracle Iaas Gen2 – Integrazione di microservizi e DevOps con le app enterprise e i Cloud Services per migliorare il time to market

Per facilitare l’agilità di movimento in cloud, e superare le perplessità su licenze e servizi già acquistati, Oracle offre inoltre ai clienti la possibilità di acquistare crediti universali per i servizi, a parità di prezzo, da consumare poi sul servizio prescelto, ma senza vincolo.

E a livello di licenze, quelle di cui si continua a pagare il supporto sono abbuonate in cloud. Si va ben oltre la portabilità della licenza, perché in pratica si sottoscrive a tutto tondo l’offerta Paas, pagandola solo per la parte Iaas.
Appuntamento ora sarà per Oracle Open World (1-5 ottobre),tra le altre novità in scena l’architettura di microservizi basata su Kubernetes e i nuovi servizi di DBA gestiti non più dall'”uomo Oracle”, ma da tecnologie di machine learning, annunciati pochi giorni fa dallo stesso Larry Ellison