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Oracle e Gartner, bisogna essere divergenti per cavalcare la digital transformation

Nel 1998 inizia la sua esperienza nel mondo IT in Mondadori e partecipa alla nascita di Web Marketing Tools di cui coordina la redazione. Redattore esperto di software per PC Magazine, e caporedattore di ComputerIdea, segue da circa 20 anni l'evoluzione del mondo hardware, software e dei servizi IT in un confronto continuo con le aziende leader del settore

In occasione di Oracle Cloud Show il vendor e Gartner propongono una lettura della trasformazione in atto: “scalare un nuovo modello operativo digitale” è la sfida chiave per le aziende ma non esistono modelli operativi digitali virtuosi senza un ecosistema di accoglienza

Oracle ha approcciato il cloud computing in accelerazione. Non è certo stata tra le prime aziende a sapere leggere cosa sarebbe accaduto in poco tempo ma, individuata la direzione, si è poi mossa anche più velocemente dei competitor; negli ultimi anni in modo deciso, negli ultimi mesi ancora di più.
In occasione della più recente edizione di Oracle Open World 2017 abbiamo già fatto il punto su tutte le novità mentre l’appuntamento italiano Oracle Cloud Show tenutosi il 9 Novembre a Milano ha rappresentato l’occasione per mettere a terra nel nostro Paese quegli annunci, per raccontare “da noi” la proposta di Digital Transformation così come l’hanno accolta le aziende che in questi anni hanno messo il cloud al centro delle proprie strategie di digitalizzazione, conquistandosi i “superpoteri” (il claim di Cloud Show è alquanto esemplificativo).

Così fotografano lo scenario Bianca Granetto Research Vice President, Gartner’s Technology and Service Provider group e Fabio Spoletini, Country Leader di Oracle Italia.
“Dall’era informatica all’era digitale sono cambiate tantissime cose – esordisce Bianca Granettoanzi ancora adesso siamo appena agli inizi della trasformazione digitale. Ciò che più conta leggere prima ancora di parlare di trasformazione è che il digitale as is è prioritario per le aziende, ma secondario rispetto all’unico mantra che conta: crescere”. 

Bianca Granetto
Bianca Granetto – Research Vice President, Gartner’s Technology

Nulla di nuovo sotto il cielo, bisogna crescere senza però sacrificare la possibilità di riuscire a continuare a farlo. Quello che cambia è che mentre per tanti anni l’informatica ha continuato a rappresentare un costo operativo, di efficientamento, oggi la tecnologia è diventata valore diretto, di fatturato, di crescita. E direttamente la tecnologia innestata nei processi può ora creare vantaggio competitivo e differenziante.

Spiega Granetto: “Si tratta di un valore diretto che bisogna imparare a gestire, perché cambiano le prospettive. Il valore si sposta addirittura sul cliente dell’azienda cliente perché il valore arriva a esprimersi fuori dal perimetro di impresa, nel luogo dove effettivamente il digitale si realizza”. CEO e CIO sono chiamati a generarlo, insieme. La crescita frenata negli ultimi anni ha incontrato però anche una serie di ulteriori ostacoli in questo processo: tecnologia, e innovazione digitale sono stati visti sì come strumenti abilitanti ma da innestare nella propria realtà.

Oracle Cloud Show 2017
Oracle Cloud Show 2017 – Il nuovo valore della tecnologia da costo operativo ad abilitatore di crescita

In altre parole si è chiesta e si chiede accelerazione al contributo tecnologico, in uno scenario in cui non è facile individuare e poi trovare competenze adeguate – alcune decisamente nuove – proprio mentre è in atto uno spostamento nel modello operativo aziendale che va da un paradigma digitale fisico a un nuovo modello operativo digitale, con la relativa tematica di gestione del rischio dell’“azienda digitale” davvero diverso rispetto a prima.

Il cambio del modello operativo in parte è stato già compreso dai CEO, è cresciuta la pressione in questo senso tra il 2015 e il 2017 ma “non è ancora arrivata come onda di impatto su formazione, metriche di fatturazione, organizzazione” ci vorrà più tempo (2018) per vedere gli obiettivi in un’ottica di digital readiness.
Le metriche Gartner parlano quindi ancora di sostanziali frammentazioni, e mancano KPA (Key Performance Area) consolidate, mentre la tecnologia come valore è ampiamente circostanziata.

Oracle Cloud Show 2017 -
Oracle Cloud Show 2017 – Le limitazioni alla crescita (per rendere l’immagine più leggibile basta fare clic sulla stessa)

Progetti, trasformazione e riorganizzazione secondo i CEO si autofinanzieranno in progress, ma una buona parte dei CEO è convinta che i costi fisici trasformati in costi digitali toglieranno budget dal primo paradigma per realizzare il nuovo modello operativo senza pressione esclusiva sui costi  IT che anzi beneficeranno anche dell’abbandono delle risorse legacy per liberare la possibilità di riuscire a scalare il modello operativo digitale, obiettivo cui al momento NON si è minimamente vicini.

L’avevamo detto nell’edizione dello scorso anno, lo ripetiamo in accordo con Bianca Granetto quest’anno, consapevoli comunque della concretezza di alcuni progetti: “Le aziende italiane ottimiste che affermano di stare realizzando il digitale in verità stanno realizzando dei ‘progetti’ studiati  nel tempo, ma non sarà questo il digitale abilitante, ed è essenziale che nei prossimi anni si senta in modo crescente la necessità di scalare in modo veloce grazie alle nuove tecnologie”. 

Oggi le aziende in media in Europa spendono il 3,6 percento del fatturato destinandolo a finanziare l’informatica, in Italia però storicamente le nostre realtà spendono la metà di questa percentuale. Inevitabili arriveranno i problemi per competere con le aziende europee allineate. Buone notizie arrivano invece proprio dal cloud computing: negli ultimi anni si è capito anche in Italia che dal cloud dipendono tutti i nuovi modelli di business e i modelli operativi digitali della nuova direzione aziendale. Dove il nostro Paese mostra maturità è qui: le nostre aziende hanno compreso più di altre che non esistono modelli operativi digitali virtuosi senza ecosistemi di accoglienza.

Arriviamo allora ai messaggi operativi.
Granetto: “Non basta pensare “fuori dal cubo” (out of the box) bisogna proprio distruggerlo”, essere divergenti e abbandonarsi a un work in progress coraggioso, coltivare la capacità di scalare, nella logica di allineare la trasformazione dell’IT con i nuovi obiettivi.

Tre i temi caldi e le tendenze da studiare secondo Gartner nell’ambito delle tecnologie strategiche: il tema delle intelligenze digitali (AI, Machine Learning, ora in crescita), il tema prettamente digitale (Blockchain, Sicurezze, etc.), ma è la terza tendenza il digital mesh che vede il cloud come crocevia e sistema linfatico su cui è già possibile lavorare molto concretamente ora. Digital transformation significherà quindi reale trasformazione del modello operativo di un’azienda in senso digitale, e quindi sostanzialmente nuovi modelli di business.

Oracle “out of the box”

Qui si innesta il contributo tecnologico Oracle, che in occasione di Cloud Show è riuscita a “far vedere” la tecnologia (area demo), parlandone meno, ma lasciando a Gartner l’offerta delle chiavi di lettura per comprenderla. Così Fabio Spoletini preferisce lanciare un messaggio di prospettiva, parla di “missione compiuta”, come si fa con soddisfazione quando si sa di non essere partiti da una situazione di vantaggio, e ci si guarda indietro. L’azienda in questi anni ha compiuto tre sostanziali passi strategici e ora un salto in avanti.

(1) Ha prima portato in cloud i processi di business con il Saas, partendo dalle applicazioni. Ha portato i processi in cloud, per tutte le aree aziendali, e ha abbandonato il vecchio concetto delle “suite integrate”, lasciando che non fosse più l’IT a guidare i processi. Ha poi portato l’innovazione all’interno delle applicazioni con blockchain, machine learning e AI. Gartner l’ha riconosciuto e ha posizionato nel quadrante magico Oracle sui processi HR, marketing, corporate performance management, Erp (da pochi mesi).

Fabio Spoletini, country leader Oracle Italia
Fabio Spoletini, country leader Oracle Italia

Il secondo step (2) ha visto Oracle estendere la piattaforma applicativa e quindi la realizzazione di un’offerta Paas, evitando le customizzazioni a vantaggio della flessibilità nelle configurazioni per una maggiore aderenza alle necessità aziendali in Paas, come nell’offerta di un vestito su misura, sartoriale. Il disegno in questa area è quello di un’azienda che evolve nel digitale attraverso l’utilizzo di macroservizi (Saas) complementari e configurabili grazie al Paas, e può sfruttare già in piattaforma quelli più innovativi eventualmente senza abbandonare il proprio data center.

Terzo passo, lIaas Gen 2 (ne abbiamo parlato in più riprese su Silicon): Oracle ha portato cloud di carattere enterprise all’interno delle aziende, non per i servizi marginali, ma proprio per quelli più critici, quelli “core”. 
L’approccio di Oracle negli anni si sta rivelando sostanzialmente rivoluzionato proprio sulle tecnologie emergenti, e arriviamo così al vero salto: il rapporto con la comunità open source. 
Spiega Spoletini: “I servizi di Oracle sono tutti basati su framework open source, così come tutto lo sviluppo nativo in cloud”. Per Oracle oggi la community open source è diventato elemento integrante della strategia ed elemento differenziante.

Lo sviluppo “sociale” permette di risolvere in parte anche il problema delle competenze sui temi innovativi e Oracle allora vuole investire per finanziare l’evoluzione. Significa per esempio acquisire aziende strategiche, offrire il codice alla community open per farlo evolvere e, anche con la partecipazione diretta, reimmetere in circolo codice per la community migliorativo e innovativo per portare prima possibile a livello enterprise i servizi possibili grazie alle nuove tecnologie. 

Per approfondimenti:
1. Dossier – Oracle OpenWorld in pillole
2. Oracle e l’offerta Iaas
3. QUIZ – Conosci bene Oracle?