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Le brevi della settimana

Silicon è il sito di tecnologia dedicato alle strategie delle aziende IT che cavalcano i nuovi trend di mercato, dal cloud computing alla virtualizzazione, dal mobile al byod. Analisi, approfondimenti, prove di app e prodotti, oltre alle notizie quotidiane, fanno di Silicon l’appuntamento giornaliero per i manager che vogliono capire come la tecnologia possa aiutarli nel fare business. Su queste tematiche Silicon realizza interviste agli attori del mercato e reportage dai principali eventi, sia in Italia sia all’estero.

Le novità di Extreme Networks, Avaya, Fastweb, Kaspersky Lab, Infor

Va a Extreme Networks la parte di networking di Avaya, considerata uno degli asset sacrificabili nell’opera di ristrutturazione che l’azienda ha deciso di intraprendere quando ha chiesto l’amministrazione controllata. Per prendere la parte reti di Avaya, Extreme spenderà solo un centinaio di milioni di dollari rispetto a un maggior fatturato previsto, proprio per questa acquisizione, in 200 milioni di dollari l’anno. Le due società hanno raggiunto un accordo per completare la cessione ma, dato che Avaya è in amministrazione controllata, questo accordo è solo una forma di offerta nell’ambito di un’asta ufficiale per gli asset di Avaya. Se l’offerta dovesse essere superata, Extreme avrebbe diritto a un rimborso.

La Germania ha avviato un progetto da cento miliardi di euro per la creazione di una infrastruttura nazionale per l’accesso a Internet a larga banda, con connessioni ad alta velocità (nell’ordine dei gigabit, usando fibra ottica e 5G) e a bassa latenza. Il progetto sarà portato avanti dal consorzio pubblico-privato Netzallianz Digitales Deutschland, che raccoglie dal 2014 i principali operatori tedeschi. L’obiettivo è abilitare applicazioni avanzate come la realtà virtuale e l’IoT. Attualmente, anche grazie al consorzio, il 75 percento delle abitazioni in Germania ha connessioni Internet ad almeno 50 Mbps.

Il nuovo del mobile banking e il “vecchio” del phishing: sono i due elementi di cui le banche si preoccupano di più dal punto di vista della sicurezza secondo uno studio di Kaspersky Lab. Il 42 percento delle banche prevede, secondo la software house, che nell’arco di tre anni la maggior parte dei clienti utilizzerà il mobile banking ma ammette anche che gli utenti prestano troppa poca attenzione al loro comportamento online. Il 46 percento delle banche intervistate ha ammesso che i suoi clienti sono frequentemente sotto attacco da parte di campagne di phishing e il 70 percento ha inoltre riferito di tentativi di frode finanziaria andati a buon fine che hanno comportato perdite di denaro.

Gli ambiti di "preoccupazione" delle istituzioni finanziarie
Gli ambiti di “preoccupazione” delle istituzioni finanziarie

E sullo sfondo si mostra una minaccia non proprio nuova ma ancora sottovalutata: gli attacchi ai bancomat (o meglio ATM): solo il 19 percento delle banche è preoccupato dagli attacchi a questi dispositivi, nonostante nel 2016 si sia rilevata una crescita di un quinto dei malware per ATM rispetto al 2015.

Le automobili come sistemi di monitoraggio ambientale in logica Smart City? Si può fare, o almeno è il nocciolo del progetto sviluppato per Milano dal servizio di car sharing Share’ngo, Fastweb e AMAT (Agenzia per la Mobilità, l’Ambiente e il Territorio di Milano). Alcune vetture del servizio circoleranno per la città dal prossimo maggio dotate di un sistema per il rilevamento di diversi parametri ambientali (rumore, monossido di carbonio, polveri sottili, campi elettromagnetici, temperatura, umidità, qualità dell’aria) progettato dall’italiana Nuvap. I dati rilevati saranno trasmessi ad AMAT usando le reti wireless di Fastweb per essere opportunamente analizzati.

Infor ha pubblicato i dati finanziari relativi al terzo trimestre fiscale 2017 e le cifre sono complessivamente positive. L’azienda indica ricavi trimestrali per 706,6 milioni di dollari e una crescita del 5,2 percento. La gran parte dei ricavi derivano dalla parte software (529,3 milioni e +4,2 percento anno su anno) mentre il resto è consulenza. Le cifre testimoniano che la progressiva transizione dai software tradizionali ai servizi SaaS sta andando bene: il giro d’affari perso anno su anno in quanto ad aggiornamenti e supporto (-0,4 percento) e in quanto a licenze tradizionali (-6,8 percento) è stato di 7,3 milioni rispetto ai 28,4 in più legati agli abbonamenti SaaS. Nel trimestre la parte SaaS ha fatto il 14 percento circa dei ricavi compelssivi.