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A Oracle OpenWorld 2017 il DB fa tutto da sé grazie al machine learning

Nel 1998 inizia la sua esperienza nel mondo IT in Mondadori e partecipa alla nascita di Web Marketing Tools di cui coordina la redazione. Redattore esperto di software per PC Magazine, e caporedattore di ComputerIdea, segue da circa 20 anni l'evoluzione del mondo hardware, software e dei servizi IT in un confronto continuo con le aziende leader del settore

Larry Ellison presenta il Database che “si guida da sé” ed evidenzia i benefici economici di una proposta che secondo il CTO di Oracle è più conveniente di Amazon

OpenWorld 2017 ha aperto i battenti al Moscone Center di San Francisco e Larry Ellison, CTO ed Executive Chairman di Oracle ha presentato in prima persona le novità più importanti nell’ambito Oracle Cloud.

Quella più significativa in ambito tecnologico riguarda Oracle Autonomous Database Cloud. E’ l’idea di DB autonomo, del tutto automatizzato grazie al machine learning e come tale senza più il bisogno di manodopera necessaria per la sua gestione. Ellison ne ha enfatizzato l’annuncio con una serie di interventi già nelle settimane precedenti. Sarebbe il DB stesso, infatti, in autonomia, ad effettuare upgrade, applicare patch, e ottimizzare il proprio funzionamento in automatico.
Ne abbiamo accennato in occasione dell’ultimo incontro con l’azienda.

In pratica, ad ottimizzazione compiuta questa tecnologia permette di eliminare l’errore umano, ridurre i tempi di inattività pianificati per un tempo nel complesso inferiore ai 30 minuti all’anno. Oracle, che un tempo non amava il confronto diretto con Amazon, stima che al riguardo la possibilità di tagliare i costi di circa il 50 percento rispetto alla proposta di Jeff Bezos.

Ellison ha documentato le possibilità della nuova creatura condividendo benchmark e confronti con il pubblico. Oracle Autonomous Database Cloud è stato messo al confronto con un DB Oracle sul miglior servizio relativo di Amazon (Amazon Relational DB Service). Con uno SLA relativo alla disponibilità e all’efficienza del 99,995 percento nel primo caso e del 99,95 percento nell’offerta Amazon. Ellison ha sottolineato come la proposta Amazon sia da 5 a 8 vbolte più costosa quando è chiamata a sostenere un carico di lavoro identico a Oracle Autonomous Database.

Le possibilità di deployment per il proprio Data Warehouse offerte da Oracle
Le possibilità di deployment per il proprio Data Warehouse offerte da Oracle

Il Data Warehouse Oracle Autonomous Database Cloud è basato su Oracle Database 18c e sull’infrastruttura ingegnerizzata Exadata; le tecnologie di machine learning ottimizzazione l’indicizzazione e insieme alle tecnologie di cache adattiva aiutano e ridurre l’utilizzo della CPU, mentre gli utilizzatori mantengono il controllo granulare con i benefici di avere le risorse storage e di calcolo preconfigurate nel modo corretto, e pronte a scalare verso l’alto o il basso, pagando effettivamente solo per il reale consumo.

Mentre le tecnologie di machine learning eliminano i margini di errori e configurazioni manuali, sono garantiti accessi illiminati combinanti con le migliori tecnologie di advanced clustering.

La presentazione del DB che fa tutto da sé arriva in un momento favorevole per l’azienda. Riconosciuta da Gartner come realtà fortemente innovativa nello scenario Iaas, il primo trimestre di Oracle nell’anno fiscale 2018 ha portato buoni risultati: ricavi complessivi in crescita del 7 percento (per 9,2 miliardi di dollari), per un reddito netto aziendale in crescita del 21 percento.

In ambito cloud l’azienda di Santa Clara ha visto crescere i suoi ricavi del 62 percento per quanto riguarda la proposta Saas, mentre la proposta combinata Paas e Iaas è cresciuta del 28 percento.