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RedHat acquisisce CoreOS per 250 milioni di dollari

Nel 1998 inizia la sua esperienza nel mondo IT in Mondadori e partecipa alla nascita di Web Marketing Tools di cui coordina la redazione. Redattore esperto di software per PC Magazine, e caporedattore di ComputerIdea, segue da circa 20 anni l'evoluzione del mondo hardware, software e dei servizi IT in un confronto continuo con le aziende leader del settore

Con l’acquisizione Red Hat rafforza la propria proposta tecnologia per aiutare i clienti a realizzare e gestire applicazioni containerizzate in ambienti ibridi e multicloud

Accordo definitivo tra Red Hat e CoreOS per l’acquisizione di quest’ultima, specializzata nelle soluzioni Kubernetes e container native per circa 250 milioni di dollari con la transazione che si perfezionerà a gennaio 2018  e dovrebbe impattare materialmente il quarto trimestre fiscale di Red Hat che si chiude il 28 febbraio 2018.

Lo scenario in questo contesto di business è delineato da IDC che legge come siamo di fronte a sostanziali avanzamenti nell’adozione, semplificazione e portabilità nel cloud . La domanda di cloud computing è in crescita continua e le aziende prevedono di indirizzare gli investimenti futuri sulle architetture cloud.

Allo stesso tempo la maturità raggiunta dal modello a container fa sì che i clienti guardino ai loro application platform provider per aiutarli a utilizzarli ed estendere le attuali applicazioni in produzione in ambienti public o private cloud.

L’azienda acquisita, CoreOS, è una giovane realtà fondata nel 2013, ha lavorato sullo sviluppo di infrastrutture per tutte le tipologie di aziende per dimensioni nel business tipico delle grandi software company.

Il valore di CoreOS

Dalle prime attività volte a promuovere leggeri sistemi operativi Linux ottimizzati per i container, CoreOS è conosciuta oggi soprattutto per le sue tecnologie che abilitano l’ampia adozione di applicazioni containerizzate scalabili e resilienti.

CoreOS Quay

Tra le sue proposte di punta la piattaforma Kubernetes enterprise-ready CoreOS Tectonic con le sue caratteristiche di operatività automatizzata per la portabilità tra cloud privato e pubblico, e Quay un container registry.

E ancora la distribuzione Container Linux,  per gli aggiornamenti software ottimizzati per i container, ed etcd che è un data store distribuito per Kubernetes.

CoreOS è direttamente un importante contributor della community Kubernetes, così come Red Hat (secondo contributor dietro a Google). 

CoreOS permetterà a Red Hat di potenziare la propria offerta tecnologia su architetture a container per consentire ai propri clienti di sviluppare e implementare applicazioni in qualsiasi ambiente sempre secondo il modello open source.

Il portafoglio di CoreOS con la disponibilità già a marchio Red Hat in questi ambiti – su tutto Red Hat OpenShift – permetterà al cappello rosso l’accelerazione per lo sviluppo della principale piattaforma hybrid cloud per i carichi di lavoro moderni. Soprattutto l’intento è aiutare i clienti che hanno scelto un modello di sviluppo containerizzato a poterlo sfruttare anche in ambienti ibridi e multicloud.