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Red Hat OpenShift Online, la piattaforma applicativa per container in cloud

Nel 1998 inizia la sua esperienza nel mondo IT in Mondadori e partecipa alla nascita di Web Marketing Tools di cui coordina la redazione. Redattore esperto di software per PC Magazine, e caporedattore di ComputerIdea, segue da circa 20 anni l'evoluzione del mondo hardware, software e dei servizi IT in un confronto continuo con le aziende leader del settore

Cresce Red Hat OpenShift Online, ecco tutte le più importanti caratteristiche della piattaforma container agile e gestita disponibile su cloud pubblico

Conosciamo Red Hat OpenShift Online dal 2011. Si tratta della versione As A Service, su cloud pubblica, della piattaforma applicativa OpenShift per container che porta Docker e Kubernetes in ambiente aziendale. E’ una piattaforma cloud, open source, multi-tenant che accelera e facilita l’implementazione e la scalabilità di applicazioni cloud-native.

La nuova generazione, con tutte le caratteristiche che la differenziano è già disponibile nella doppia configurazione Starter come servizio gratuito con 1 Gbyte di memoria e 1 Gbyte di storage, senza limiti di tempo e nella versione Pro, a pagamento, che aggiunge risorse ulteriori a un prezzo contenuto e comprende anche Basic Support gratuito per un periodo di tempo limitato.

Il primo vantaggio della piattaforma è di permettere alle organizzazioni di accelerare il percorso verso la produzione container-based, con la possibilità di avviare velocemente nuovi progetti e portarli in produzione in tempi rapidi, questo perché vengono risolte a monte tutte le complessità intrinseche legate al provisioning e alla gestione delle applicazioni con il loro maggiore utilizzo. Operations e gestione sono infatti fornite da Red Hat su cloud pubblica così gli sviluppatori si concentrano solo sul codice e sulle funzionalità testabili a oltranza in un ambiente edel tutto self-service.

I dati di una ricerca IDC relativa a Red Hat OpenShift
I dati di una ricerca IDC relativa a Red Hat OpenShift

Le nuove funzionalità sono legate al deployment semplificato da funzionalità inedite di implementazione basate su one-click e Git push, sollevando gli amministratori dal controllo completo del ciclo di vita implementativo, quando questo non è per loro necessario.

Arrivano quindi le opzioni di scaling automatico, abilitate intrinsecamente dal cloud, per cui il dimensionamento automatico delle applicazioni evita interventi manuali del team, sia nel rilascio delle risorse sia quando un aumento del carico richiede più istanze applicative.

Viene ora utilizzato il framework source-to-image (S2I) per costruire immagini riproducibili, eliminando la necessità di creare e gestire immagini docker per intero, con in più la possibilità di scrivere applicazioni nel linguaggio che si preferisce. Gli sviluppatori si muovono nell’ambiente che meglio conoscono mentre lavorano con OpenShift perché la piattaforma offre integrazione completa ai più noti ambienti IDE (Red Hat JBoss Developer Studio, Titanium Studio, Eclipse…).

Ultimo ma non meno importante OpenShift si accompagna con i servizi middleware, si tratta di Application Services con le stesse funzionalità che fanno parte della gamma Red Hat JBoss Middleware. Sono utilizzati per integrarsi con altri sistema, orchestrarsi, per implementazioni su ambienti ibridi e ovviamente per la costruzione delle applicazioni.