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Passi avanti per la Oracle Cloud Platform

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La Oracle Cloud Platform acquista nuove funzioni IaaS e si espande con nuove regioni

In occasione dell’evento CloudWorld di New York, Oracle ha descritto alcuni miglioramenti che sono stati apportati alla Oracle Cloud Platform per quanto riguarda le funzioni IaaS. L’obiettivo delle novità è rafforzare la piattaforma come ambiente di sviluppo e per la gestione dei dati, collegati a database Oracle ma non necessariamente solo a questi. Come altre simili iniziative dei grandi cloud provider, anche questa cerca di spingere le aziende a velocizzare la migrazione al cloud delle loro applicazioni principali.

I miglioramenti servono anche, parallelamente, per rafforzare la posizione di Oracle in campo IaaS e quindi competere meglio con Amazon e IBM. In questo senso al CloudWorld la società di Larry Ellison ha sottolineato l’importanza di avere un’offerta particolarmente ampia che si basa, come elemento specifico di differenziazione, proprio su una piattaforma database versatile.

Appunto in campo database Oracle ha presentato una prima novità: la disponibilità del servizio Oracle Database Cloud Service in versione “bare metal”, ossia eseguito direttamente in un ambiente Docker e non attraverso virtualizzazione (opzione che è già presente nell’offerta Oracle). Secondo la software house aggiungere l’opzione bare metal aumenta l’appeal del servizio nello sviluppo e nelle implementazioni dei workload nel cloud, con in più il vantaggio di prestazioni molto più elevate rispetto ad altri cloud database provider.

Larry Ellison
Larry Ellison

Altra novità – che Oracle definisce un “industry first” – è la disponibilità di configurazioni di macchine virtuali con uno, due e quattro core che offrono latenza e prestazioni analoghe alle controparti bare metal. Dato che “dialogano” attraverso la medesima Virtual Cloud Network, dovrebbero anche avere le stesse caratteristiche di incapsulamento e separazione del traffico.

Oracle ha fatto anche debuttare un nuovo Load Balancing Service con varie fasce di banda (100 e 400 Mbps oppure 8 Gbps), una funzione di cifratura “at rest” per lo storage a oggetti e una opzione da 2 TB per lo storage a blocchi.

La crescita della Oracle Cloud Platform è anche geografica: nei prossimi sei mesi saranno attivate tre nuove “regioni” in Virginia (USA), Londra e Turchia. Ciascuna avrà almeno tre siti indipendenti distanti diversi chilometri fra loro e connessi in rete a bassa latenza e larga banda. Con questa espansione le regioni del cloud Oracle ammonteranno a 29, entro metà 2018 è prevista la creazione di altre nelle aree Asia-Pacifico, Nord America e Medio Oriente.

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