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Oracle, il ceo Mark Hurd detta la regola dell’80%

Direttore responsabile di Silicon, ITespresso, ChannelBiz e Ubergizmo dalla nascita, ama analizzare le dinamiche del mercato IT e le strategie dei vendor. Scrive da più di vent'anni di tecnologie, acquisizioni, hardware e software. Modera convegni e seminari. In passato ha diretto Techweekeurope, Gizmodo, Vnunet, PC Magazine e PC Dealer, iniziando il percorso professionale a Computerworld Italia dopo la laurea.

A Oracle Openworld, il CEO Mark Hurd fa previsioni al 2025: l’80% delle applicazioni sarà sviluppata in cloud, l’80% della spesa IT sarà per l’innovazione, solo due aziende si disputeranno l’80% del mercato applicativo. Mentre Larry Ellison, CTO dell’azienda, porta avanti la sfida contro Amazon Web Services e annuncia prodotti Iaas, Paas, Saas

E’ oramai il filone conduttore da quattro anni quello del cloud all’Oracle Openworld di San Francisco, che si è tenuto questa settimana al Moscone Center nella baia. Un evento che ha raccolto da tutto il mondo 60.000 persone tra partner, analisti, clienti e che ha fatto il punto su una strategia che verrà poi declinata paese per paese nel corso dei mesi a seguire.

Si era ventilato che quest’anno sarebbe stata la Cloud Machine al centro dell’evento, presentata lo scorso marzo, proprio perché ancora oggi il 95% delle aziende ha workload significativi in ambienti on premise, faticando a spostare sul cloud ciò che è strategico. L’idea della cloud machine, ribattezzata cloud@customer posta in casa del cliente, nasceva proprio dall’esigenza di accorciare le distanza tra passato e futuro, gestendo quella coesistenza che lo scorso anno Mark Hurd, CEO di Oracle, aveva illustrato e che avrebbe portato al puro cloud solo nei prossimi dieci anni, a tendere verso il 2025. Così è stato, ma la cloud@customer machine si è rivelata solo un tassello degli annunci Oracle in tutti gli ambiti, Iaas, Pass e Saas.

Larry Ellison, CTO di Oracle
Larry Ellison, CTO ed Executive chairman di Oracle

Punto di partenza della strategia rimane l’impostazione “cloud first”, dove tutto nasce e si sviluppa partendo da tecnologie cloud per poi approdare anche in ambito on premise. La strada ad oggi è ancora di fatto quella di un cloud ibrido finalizzato alla coesistenza tra mondi on premise e cloud,  attraverso strumenti di gestione e orchestrazione, per andare incontro alle esigenze diverse delle aziende, non vincolandole a decisioni definitive e migrazioni forzate, ma permettendo loro di gestire costi, velocità di business, esigenze di innovazione in un modello ibrido.

Ellison parla di coesistenza introducendo la cloud@customer machine
Ellison parla di coesistenza introducendo la cloud@customer machine

E in questo scenario affollato di aziende IT, Oracle ha per Larry Ellison, ora CTO, competitor diversi rispetto al passato, che nel keynote di apertura non teme a elencare e “depennare“:  sul lato applicativo SAP non è più un competitor, ma lo rimangono Salesforce e Workday; sul lato Paas, IBM non è più un competitor, ma lo sono  Microsoft  e Amazon che continua ad essere l’avversario di riferimento anche sul lato infrastrutturale, dove EMC e IBM non rientrano nella pletora. “La leadership di Amazon è finita – insiste Ellison -. Noi siamo molto orgogliosi della seconda generazione di Iaas sulla quale ci focalizzeremo anche negli anni a venire. Noi abbiamo più applicazioni in Saas di qualsiasi altro service provider, che spaziano da HCM, al CRM, alla Customer Experience e che continueremo ad arricchire. Ormai oltre l’80% del portfolio dell’offerta infrastrutturale, middleware e applicativa di Oracle è in cloud”.

Lo stesso Ellison (presentando Oracle Database 12c Release 2 e 20 nuovi servizi Oracle Cloud Platform e Application) ha condiviso dati di Oracle secondo i quali il database DBaaS risulta più performante di Amazon Web Services (“105 più veloce per i carichi di analisi, 35 volte più rapido per i carichi Oltp”) e che con la release 2 è ottimizzato per aziende di ogni dimensione interessate a migrare al cloud preservando gli investimenti fatti.  “Ci sono al mondo solo due database con un numero elevato di informazioni sui propri consumatori. Uno è Facebook, l’altro meno conosciuto dagli utenti è Oracle Data Cloud, nel quale noi attualmente abbiamo più clienti di Facebook ” precisa Ellison, che passa all’offerta applicativa presentando nuove Adaptive Intelligence Application, native in cloud, che sfruttano machine learning per lo sviluppo. “Il primo sviluppo del nostro database e di molti dei nostri software avviene secondo la logica cloud first – precisa Ellison -. Abbiamo tool per gli sviluppatori nativi in cloud per applicazioni che saranno solo in cloud, ma abbiamo anche tool per gli utenti business che possono facilmente estendere le loro applicazioni Saas senza scrivere codice”.

Mark Hurd, ceo di Oracle, chiede alla platea di giudicare le sue previsioni
Mark Hurd, ceo di Oracle, chiede alla platea di giudicare le sue previsioni

Quest’anno, le previsioni di Mark Hurd al 2025 hanno un denominatore comune: l’80%.  Entro quella data il CEO stima che l’80% della spesa IT sarà per servizi cloud, l’80% dello sviluppo di applicazioni sarà in cloud, solo due i vendor protagonisti che gestiranno l’80% del mercato applicativo (“uno di questi sarà Oracle”), le aziende spenderanno l’80% dei budget nel cloud e non più nell’IT tradizionale, perché la spesa dei CIO sarà per l’80% spostata sull’innovazione non più sulla manutenzione, che oggi pesa ancora per l’80% sui budget, e le aziende che avranno un proprio data center caleranno dell’80%.
A lavori conclusi, spetterà al management italiano riportare ai clienti e ai partner locali la strategia tarata sul nostro paese. Toccherà a Fabio Spoletini, country manager di Oracle Italia, la localizzazione dei contenuti e degli annunci durante l’Oracle Cloud Day del 14 novembre a Milano.
Per ora, tra le trentuno aziende premiate per gli Oracle Cloud Platform Innovation Awards 2016, c’è solo un caso italiano ma di rilievo, Enel, che ha  utilizzato servizi PaaS e IaaS di Oracle in modo innovativo “per stimolare innovazione e conseguire vantaggio competitivo”.