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Oracle Cloud at Customer anche per i sistemi Exadata

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Il modello “cloud on premise” di Oracle Cloud at Customer viene applicato anche ai database Exadata

Lanciato ormai circa un anno fa, il concetto dei sistemi Oracle Cloud at Customer sembra aver fatto presa sui clienti che vogliono i vantaggi del cloud ma non si fidano troppo della “convivenza” con altri utenti nelle piattaforme multi-tenant del cloud pubblico. Così dopo i lanci iniziali, ora la casa di Larry Ellison ha presentato un nuovo sistema “@customer”: la Exadata Cloud Machine.

Il concetto è quello delle offerte precedenti: per ogni sistema dare uno spettro di possibili implementazioni che va dal servizio cloud propriamente detto all’installazione classica in un ambiente IT proprio. I sistemi Oracle Cloud at Customer sono anche considerati come un primo passo verso la transizione al cloud per le aziende che non l’hanno ancora iniziata: applicazioni e dati restano in locale ma la gestione è demandata all’esterno, in remoto, a Oracle.

La Oracle Exadata Cloud Machine
La Oracle Exadata Cloud Machine

La nuova Oracle Exadata Cloud Machine replica questo approccio per quanto riguarda l’Exadata Cloud Service, che di norma è nel cloud pubblico di Oracle ma che in questa versione permette agli utenti di mantenere i database in locale. Resta comunque la compatibilità totale con le altre applicazioni Oracle in cloud, cosa che secondo la software house facilita una eventuale successiva migrazione al cloud stesso.

La Exadata Cloud Machine viene proposta per la gestione di database mission-critical in ambienti che spaziano dall’OLTP agli analytics. Lato hardware supporta tra l’altro anche lo storage flash con unità NVMe. Il sistema prevede varie configurazioni, da un minimo di due nodi di elaborazione e tre Exadata Storage Server a un massimo con otto nodi di computing e dodici storage server.

Come per le altre offerte Oracle Cloud at Customer, è possibile collegare l’istanza locale al cloud per funzioni specifiche come il disaster recovery, la gestione di picchi di carico, la creazione di un ambiente separato di sviluppo e test.

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