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Oracle, barra a dritta sul public cloud di classe enterprise

Nel 1998 inizia la sua esperienza nel mondo IT in Mondadori e partecipa alla nascita di Web Marketing Tools di cui coordina la redazione. Redattore esperto di software per PC Magazine, e caporedattore di ComputerIdea, segue da circa 20 anni l'evoluzione del mondo hardware, software e dei servizi IT in un confronto continuo con le aziende leader del settore

Oracle spinge sull’offerta Iaas di classe enterprise per portare su larga scala alle aziende le tecnologie fondamentali per la digital transformation e vuole essere il riferimento in public cloud sui workload più critici

“Con il cloud si cresce, e la trasformazione digitale in atto fa sempre leva sulle nuove tecnologie, non fini a loro stesse, ma parte integrante dell’evoluzione del business, in un connubio forte tra IT e innovazione”, modellizza così il momento attuale Fabio Spoletini, country manager di Oracle Italia, al momento di tirare il bilancio di un anno di lavoro, prima della pausa estiva e prosegue: “Sì, perché Intelligenza Artificiale, Machine Learning, Chatbot, Blockchain, Data Lake e Big Data, Data Sharding, Microservices, tutte queste nuove tecnologie trovano proprio nel cloud computing il fattore abilitante”.

Fabio Spoletini, country leader Oracle Italia
Fabio Spoletini, country leader Oracle Italia

E qui si vuole fare trovare Oracle, con una proposta, se si vuole, anche decisamente innovativa, sia rispetto a come è stata percepita Oracle in questi anni – spesso sotto il tiro incrociato degli analisti, che la vedevano ai bordi della rivoluzione cloud – sia rispetto a dove si trovano i suoi maggiori competitor, soprattutto quando si parla di cloud pubblico.

E’ vero: oggi costruire e ingegnerizzare software on premise non è un affare sostenibile, ci sarà sul cammino delle aziende un numero sempre maggiore di startup più agili, che arriveranno prima e meglio dove vorrebbero arrivare anche le aziende italiane, che pur si muovono, ma sempre meno sarà sostenibile tenere l’infrastruttura in casa.

I dati Assinform dicono che nel nostro Paese il cloud cresce del 23 percento (Gartner nel mondo stima il 18 percento), ma spesso si tratta di un cloud “primitivo”, di servizi spicci o semplicemente di piattaforme di sviluppo e non è esclusivamente il cloud su cui punta Oracle, che legge nei prossimi 12/18 mesi un periodo di criticità proprio perché le grandi aziende saranno chiamate e invogliate a spingere – poco alla volta ma sempre di più – anche i propri workload critici sul cloud pubblico.

E non è un’eresia, una nota di Spoletini è illuminante: “Si parla delle problematiche di sicurezza, verissimo e condiviso. Perché però bisognerebbe pensare che la soluzione sicurezza implementata da ogni singola azienda sul suo cloud debba per forza essere migliore quando si trova a dialogare con altri cloud, rispetto a quello che può garantire un provider di livello sull’infrastruttura erogata come servizio ?”. Condividiamo l’approccio, con poche riserve.     

E proseguiamo con i numeri. Oggi la metà delle aziende italiane prevede di spostare in cloud la propria infrastruttura e di sposare un’offerta Iaas. Si guadagna in efficienza e non si vincolano capitali. Secondo una ricerca Oracle, il 53 percento di chi sceglierà un’offerta Iaas nei prossimi tre anni lo fa per questo.  Una ricerca del MIT su CFO e CHRO aggiunge che il cloud favorisce la valorizzazione del dato in real time e la collaboration. Possiamo immaginarlo.

Oracle, che sembra ora davvero sulla buona strada, può dimostrare di esserlo anche sulla base degli ultimi risultati finanziari relativi al cloud computing. Il suo anno fiscale si è chiuso a maggio con un +60 percento anno su anno (anno fiscale 2017 rispetto al 2016), per complessivi 4,6 miliardi di dollari ( nel cloud), di cui 1,4 miliardi maturati nell’ultimo trimestre fiscale, con l’offerta Saas cresciuta del 75 percento sempre nell’ultimo trimestre.

Spoletini spiega: “Ci siamo posizionati in cloud non partendo da una strategia di offerta basata sulle commodity – l’hardware – ma con il Saas che più conta. Chi è leader nel Saas, e Oracle lo è, viene seguito dai clienti sulle altre proposte” .  Tra gli impegni importanti di Oracle Italia ci sarà senza dubbio anche lo sforzo con i partner: è stata da poco lanciata con Computer Gross l’iniziativa Partner Hub Cloud Evolution Center, si tratta di impegnarsi per creare competenze specifiche sul territorio, per incontrare meglio la nostra piccola e media impresa, mancano ancora.  

In Italia, Oracle è cresciuta a tripla cifra sul cloud pubblico, con un ampliamento importante della base dell’installato, 500mila business user attivi, e ora può considerare maturo il segmento negli ambiti HR e marketing, trainanti. Deve però crescere ancora e tanto nella parte ERP. Un ambito dove sarà importante valorizzare la ricchezza della base dati, con cifre imbarazzanti di cui forse la più significativa è la disponibilità di 45mila tassonomie di comportamento.

Emanuele Ratti, country leader Systems Oracle Italia
Emanuele Ratti, country leader Cloud Infrastructure Oracle Italia

Tocchiamo il punto apicale dell’offerta Oracle e cioè la parte Daas (Data As A Service), sopra Saas, Paas e Iaas, Iaas che in questa giornata, come a Oracle OpenWorld  sembra davvero giocare la parte del leone nell’attenzione del management Oracle quando si tratta di delineare  il focus degli impegni per l’anno che si è appena aperto.

Evidenzia la completezza della proposta Emanuele Ratti, Country Leader Cloud Infrastructure che spiega: “L’offerta Cloud di Oracle oggi è completa anche perché aperta, con la parte Iaas che permette il passo lift and shift”.

Oracle permette il viaggio verso il cloud sulla scorta di sei modelli (nella foto qui sotto), che indirizzano qualsiasi esperienza. Non è passato poi così tanto da quando Oracle proponeva quasi esclusivamente sistemi ingegnerizzati, oggi invece è in grado di portare i clienti in cloud anche semplicemente lasciando un sistema Oracle on-premise, nel data center del cliente, prima del firewall.

E’ chiaro però come non sia questo il punto di approdo, il punto di approdo è soddisfare i clienti enterprise con un’offerta Iaas e di cloud pubblico su workload critici, cosa che ovviamente non esclude affatto l’abbraccio alle Startup, ai nativi del cloud, con un programma Oracle Startup Cloud Accelerator dedicato.

Oracle - Tutti i percorsi verso il cloud
Oracle – Tutti i percorsi verso il cloud

Nell’offerta Daas e Saas, Oracle oggi è posizionata secondo Gartner nel quadrante in alto a destra, non in pochi ambiti, per esempio nel marketing hub condivide la posizione con Salesforce e Adobe (Daas e Saas), si trova in alto a destra anche in ambito Cloud Core Financial Management, Cloud Financial CPM e Cloud Strategic CPM.

In ambito Paas il vendor si è spostato negli ultimi mesi in alto a destra, mentre sì, è vero, quando si parla di Infrastruttura il posizionamento non è da leader (riservato a Microsoft e Amazon in primis), ma è tra i visionari, anche considerato il salto quantico che Oracle ha compiuto in pochi mesi.

Ci saranno novità importanti e non di poco conto in questo ambito, da ottobre per l’Europa, soprattutto per quanto riguarda le qualità intrinseche delle potenzialità dei nuovi data center, relativamente alle soluzioni di virtualizzazione del network Software Defined (in primis quello di Francoforte il primo v2 europeo per il vendor), come lo definiscono in Oracle, con un’architettura “oltre Bare-Metal”.

Racconta lo scenario applicativo Giovanni Ravasio, Country Leader Applications per l’Italia: “Oracle registra una crescita sugli applicativi quasi in raddoppio ogni sei mesi,  con più di 500mila  utenti business su Erpm, Cx, Hcm e questa crescita è fatta in public cloud, e quindi totalmente gestita dal fornitore del servizio in cloud”; si può facilmente comprendere come non sia equiparabile all’erogazione in cloud pubblico di un semplice servizio di hosting Web o della posta elettronica. 

Quello che vuole fare Oracle infatti è declinare una proposta su cloud pubblico più che credibile proprio a partire da una soluzione impegnativa da ogni punto di vista come può essere l’ERP, e farlo con un mantra molto preciso, ripetuto nel corso della giornata con una certa precisione: No alle customizzazioni, sì alle personalizzazioni”.

Spoletini lancia un messaggio ancora più categorico: “Nella nostra esperienza, si possono e devono configurare impostazioni e personalizzazioni ma non customizzazioni. Non si adatta la soluzione ai processi di business, ma il business alle opportunità del cloud”.

Giovanni Ravasio
Giovanni Ravasio – Country Leader Applications Oracle ItaLIA

Le prime saranno di ostacolo quando si tratterà di interlacciare processi, dati, app, le seconde saranno funzionali all’operatività dei clienti. Ravasio per il suo ambito di azione precisa: “Le soluzioni di Intelligenza Artificiale, Adaptive Intelligence, o i sistemi di riconoscimento delle identità come ID Graph, saranno funzionali in ambito SCM, ERP, HCM (Human Capital Management) e CX, e non semplicemente un motore general purpose da sbandierare”.

Si potrebbe arrivare così quasi a intuire quella che sarà la ricetta segreta di Oracle in questa offerta Iaas di public cloud di prossima generazione. Spoletini: “E’ proprio l’ultimo miglio “aperto” (per esempio su progetti di containerizzazione, Hadoop, Cloudera) al servizio delle aziende la ricetta insieme alla completezza del cloud Oracle.  Ci siamo trasformati da un’azienda centrata sul prodotto a un’azienda incentrata sull’incontro con il cliente in cloud. E oggi forniamo un servizio erogato secondo la rigorosa True Cloud Metodology, con lo sviluppo applicativo rigorosamente legato alle regole cloud”.

Oracle - Posizionamento nella proposta Iaas secondo Gartner
Oracle – Posizionamento di Oracle nella proposta Iaas secondo Gartner

Significa aver potenziato il post-vendita, le competenze interne, e figure come quella dell’Industry Advisor. Il percorso è avanzato in ambito HCM e Marketing, dovrà partire forte da ottobre lo sforzo Iaas e quello Paas, si dovrà crescere in ambito ERP in cloud. Il vantaggio è dato dall’aver agganciato già i clienti almeno con una proposta Oracle, e dall’essere riusciti a spingerli a sposare Oracle e il cloud di Oracle anche su aree non tradizionalmente Oracle.

In ambito applicativo sono tanti i nomi di nuovi clienti, mentre è vero che in primis a sposare la tecnologia anche in cloud sono per vocazione e soddisfazione proprio i clienti Oracle. Per ora va bene così; chiude Spoletini e ribadisce: “Dobbiamo portare su larga scala e alle aziende di classe enterprise le nuove tecnologie. Per questo, ed è vero, siamo arrivati anche dopo, ma il cloud pubblico di Oracle sarà di riferimento proprio sui workload più critici”. Decisamente una prospettiva diversa rispetto a chi vede il cloud pubblico come “un abisso”