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NetApp nel mercato iperconvergente di seconda generazione

Nel 1998 inizia la sua esperienza nel mondo IT in Mondadori e partecipa alla nascita di Web Marketing Tools di cui coordina la redazione. Redattore esperto di software per PC Magazine, e caporedattore di ComputerIdea, segue da circa 20 anni l'evoluzione del mondo hardware, software e dei servizi IT in un confronto continuo con le aziende leader del settore

La strategia di NetApp per il 2017. Il vendor propone un sistema iperconvergente di seconda generazione che cresce in modo granulare nelle capacità computazionali e storage, è NetApp HCI. Le novità di Ontap 9.2

Sono i giorni del 25esimo compleanno per NetApp, e l’azienda si è regalata un ultimo trimestre 2016 (il suo anno fiscale si conclude ad aprile) – con il segno più e un’inversione di tendenza, rispetto al comparto, che vale una crescita del 7 percento anno su anno.

Marco Pozzoni -Country Sales Director NetApp Italia
Marco Pozzoni -Country Sales Director NetApp Italia

Ne parliamo con Marco Pozzoni, Country Sales Director di fresca nomina per NetApp, che subito lascia l’impronta, di conferma, sull’atteggiamento strategico: “Siamo un’azienda di storage e infrastruttura che spinge decisamente sul software e sul cloud ibrido“. 

Tre pilastri sorreggono la proposta quindi: un forte credo ibrido, la proposta per i Data Center di prossima generazione (NextGen Data Center), e il software ad ‘attualizzare’ le potenzialità dello storage gestito con una proposizione anche “all-flash” dove NetApp è seconda per market share. 

NetApp adegua quindi il proprio portafoglio alla Digital Transformation in atto. “Chi la cavalca – prosegue Pozzoniha compreso che in questo percorso tutto ruota attorno al dato. Esso è la nuova moneta di scambio”. Con una metafora ardita, ma comprensibile, Pozzoni spiega: “Il dato è l’olio che permette al motore aziendale di girare, di fare chilometri, ha un suo ciclo di vita, lavora bene quando è distribuito, ma controllato”. Per questo si parla di streaming del dato. Per questo serve un approccio olistico.

Questo approccio per NetApp è da anni oramai incarnato nella Data Fabric, in cui il dato è gestito, assicurato, utilizzabile, condivisibile, distribuito (sul cloud privato, ibrido, pubblico), orchestrato , sia quando è strutturato, sia quando perde la sua forma tabellare (destrutturato), e “futureproof“, ma comunque ‘rivisitato’.

Pozzoni indica con il termine “future-proof”  la possibilità di preservare il valore del dato (ma anche dell’infrastruttura) nel tempo, con il software sovrastante a gestire l’informazione indipendentemente da dove poggia. Significa capitalizzare gli investimenti e continuare a fare leverage sulla tecnologia adottata.

NetApp approccia il mercato sostenuta dai partner, ma evolvendo sia l’ecosistema, sia lavorando sulle alleanze in essere e future (Microsoft e Amazon, Google), per cercare di avvicinare i clienti per la parte cloud, come sul tema degli analytics, proponendo effettivamente una reale possibilità di traghettare verso il mondo digitale.

Sul canale NetApp sta cercando non tanto partner tradizionali, infrastrutturali, ma soprattutto partner di “nuova generazione”, tra questi ve ne sono di tradizionali che abbracciano il percorso della digital transformation, ma ve ne sono anche che non hanno a portafoglio componenti infrastrutturali.

NetApp inoltre spinge sulle alleanze strategiche con technology provider (Amazon e Microsoft con Azure, ma anche provider locali) , con partner strategici corporate, come con fornitori di tecnologie software (soprattutto in ambito data analytics), ma anche rinforzando le partnership strategiche (Sap e Cisco).

NetApp HCI, la proposta tecnologica 

Le novità sulla proposta tecnologica sono declinate da Roberto Patano, Senior Manager Systems Engineering NetApp Italia, sulla base di un assunto: “Tre anni fa abbiamo dato il via alla strategia Data Fabric, oggi siamo considerati authority nella gestione del dato”.

Roberto Patano
Roberto Patano – Senior Manager Systems Engineering NetApp Italia

Negli anni sono stati smentiti i detrattori che sostenevano come a NetApp mancasse una proposta Flash, e il portafoglio rimanesse sostanzialmente una proposizione nel mercato NAS.

NetApp è invece cresciuta nel mercato All-Flash, SAN, OpenStack, sulla parte di soluzioni per gli analytics, e questo anche in Italia, dove si registra (contrariamente ai miti) “un deciso fermento tra i clienti medio grandi, da circa sei mesi in modo marcato, anche nell’adozione proprio di OpenStack e sui container”. 

La proposta di NetApp è votata all’incontro delle esigenze aziendali a seconda del loro approccio quando si parla di Fabric e Data Center, quindi con una proposta: As A Service, Converged e HyperConverged (con FlexPod e l’alleanza con Cisco e la novità NetApp HCI), sui sistemi Purpose-Built (SolidFire) e Software Defined (con Element X, portato in casa dopo l’acquisizione di SolidFire, erogabile come software, soluzione integrata, all’interno della soluzione hyperconverged). Vediamo nella slide seguente quindi per ognuno di questi ambiti come viene soddisfatta l’esigenza.

NetApp - Modelli di consumo nella Data Fabric
NetApp – Modelli di consumo nella Data Fabric

Un aspetto interessante è che spesso le aziende affiancano diversi tipi di soluzioni, per cui per alcuni workload vengono preferite soluzioni software defined (gestione di sedi remote con infrastruttura centralizzata), e magari si preferisce spostare tutta la parte di test e sviluppo in cloud. NetApp riesce a ritagliare un’offerta anche quando le preferenze distribuiscono le proprie scelte.

Le novità più importanti per NetApp riguardano oggi il tassello dell’offerta iperconvergente, con una proposta che supera i limiti intrinseci di questo approccio, sostanzialmente legati al fatto che a una maggiore richiesta di capacità di calcolo si affianca una maggiore capacità storage non richiesta e comunque da acquistare e licenziare.

NetApp HCI
NetApp HCI

Per questo NetApp HCI è un sistema iperconvergente di seconda generazione. Le performance sono garantite, la soluzione è scalabile, ma modulare e granulare sia dal punto di vista computazionale, sia dal punto di vista dello storage, comunque con la parte di automazione integrata per cui si acquista un’appliance che da un unico punto di controllo viene configurata nella sua totalità, completamente assistita da NetApp, inizialmente con hypervisor VMware, poi sarà disponibile anche con gli altri. 

NetApp HCI, soluzione iperconvergente flessibile, di seconda generazione
NetApp HCI, soluzione iperconvergente flessibile, di seconda generazione. Si acquista capacità storage e di computing a discrezione

Ogni building block può contenere fino a quattro nodi, la configurazione minima di partenza sono due building block, con un minimo di due nodi computazionali e quattro nodi storage.

Si tratta di una soluzione all-flash, che permette poi di crescere con nodi computazionali o di storage solo quando occorrono gli uni o gli altri. Un ulteriore livello di granularità è dato dal fatto che è possibile avere nodi computazionali nodi computazionali e storage in tre taglie: Small, Medium e Large. 

NetApp HCI, tre taglie per ogni nodo sia per capacità computazionale sia per storage
NetApp HCI, tre taglie per ogni nodo sia per capacità computazionale sia per storage (da 5 a 44 TB)

E’ garantita l’integrazione nella Data Fabric, grazie allo storage SolidFire, a NetApp OnTap, con la gestione di backup e restore con storage a oggetti sfruttando StorageGrid, ed è possibile andare sopra NetApp HCI anche con le appliance di bakcup Alta Vault (sia fisica, sia software defined, sia virtuale su Azure e Amazon).  

La proposta da ottobre soddisferà molto bene le esigenze del mondo DB anche non tabellare, meno bene invece quelle legate al mondo Sap Hana dove la partnership con Cisco porta frutto e quindi la soluzione FlexPod sarà da preferire grazie alla possibilità di sfruttare Ram estesa; ancora bene invece farà NetApp HCI nella parte infrastrutturale dove serve consolidare diversi tipi di workload garantendo le performance (storage as a service, server mail etc.).

Per questi motivi l’appliance HCI non si sovrappone a FlexPod (soluzione convergente, non iperconvergente), in un momento in cui la partnership con Cisco tra l’altro vedrà imminenti nuovi annunci: FlexPod indirizza meglio le esigenze mission critical (anche con storage non All-Flash), NetApp quelle di massima semplicità di implementazione con performance garantite.
Un dato per comprendere le ambizioni di HCI: il mercato convergente e iperconvergente per NetApp vale circa il 7/8 percento, è verosimile che da qui a tre anni possa arrivare a valere tra il 15 e il 20 percento. 

NetApp Ontap 9.2 guadagna Fabric Pool

NetApp aveva inoltre promesso un aggiornamento cadenzato del sistema operativo NetApp Ontap. Promessa mantenuta con Ontap 9.2. E’ stata migliorata la parte di deduplica, prima possibile solo per ogni singolo volume, ora a livello di aggregato (nell’aggiornamento precedente erano state esaltate le capacità a livello di compattazione), ma soprattutto arriva Fabric Pool.

Si tratta della seconda generazione di Tiering Storage, è possibile cioè sulle soluzioni AFF movimentare blocchi (per il momento quelli non utilizzati) all’esterno, anche su sistemi hyperscaler pubblici come target (Amazon e Azure), come anche ovviamente su altri cloud pubblici. 
Un ulteriore miglioramento nella soluzione Software Defined (Ontap nella versione Select 9.2): prima Ontap Select doveva essere installato o su un singolo nodo o su quattro nodi per avere l’alta affidabilità, con questa nuova versione bastano due nodi e sono supportati anche dischi esterni.

Purtroppo invece non è ancora disponibile in Italia NetApp OnDemand, cioè la possibilità di utilizzare l’infrastruttura NetApp nella propria azienda, pagando solo quanto utilizzato realmente. Questa formula non richiede alcun investimento iniziale, si paga realmente solo quello che si utilizza dell’infrastruttura installata on-premise.
Si basa su livello di servizio e performance e si paga secondo una matrice definita con il vendor a tavolino. Installazione e operatività sono gratuite, si discute con il cliente solo il canone. Una formula ideale soprattutto per i service provider, che condividono il rischio con il vendor.

WHITE PAPER: Sei interessato ad approfondire l’argomento?  Scarica il whitepaper “Data Genomics Index 2016: un report sugli ambienti di storage”.