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Le brevi della settimana

Silicon è il sito di tecnologia dedicato alle strategie delle aziende IT che cavalcano i nuovi trend di mercato, dal cloud computing alla virtualizzazione, dal mobile al byod. Analisi, approfondimenti, prove di app e prodotti, oltre alle notizie quotidiane, fanno di Silicon l’appuntamento giornaliero per i manager che vogliono capire come la tecnologia possa aiutarli nel fare business. Su queste tematiche Silicon realizza interviste agli attori del mercato e reportage dai principali eventi, sia in Italia sia all’estero.

Le novità per VMware, Oracle, Ivanti, Yahoo, i container e Gmail

Questo è periodo di trimestrali per molte società e anche VMware ha pubblicato i suoi risultati finanziari per il quarto trimestre 2016 e per tutto l’anno. La società ha registrato 2,03 miliardi di dollari di ricavi per il trimestre (+9 percento anno su anno) e una forte crescita dell’utile operativo: +21 percento per 543 milioni di dollari. Pat Gelsinger, CEO di VMware, ha sottolineato come questi risultati siano il frutto dello sviluppo di un’offerta completa per il cloud ibrido. Considerando tutto il 2016, la società ha registrato ricavi per 7,09 miliardi di dollari (+8 percento rispetto al 2015) e un utile operativo di 1,44 miliardi (+20 percento).

Non ci sarà più un Solaris 12, come si prevedeva sino a qualche tempo fa. Oracle ha deciso che per il sistema operativo è meglio adottare un modello di “continuous delivery” in cui l’attuale versione 11 diventerà Solaris 11.next e riceverà aggiornamenti frequenti ma non altre major release, almeno per i prossimi anni. La scelta secondo la software house non deve preoccupare gli utenti perché Solaris 11 sarà comunque supportato fino al 2031. La roadmap pubblicata da Oracle indica anche una offerta on-premise della linea “at Customer”) e il lancio di due nuove piattaforme SPARC, quest’anno e nel 2020.

La roadmap del mondo Solaris-SPARC
La roadmap del mondo Solaris-SPARC

Si chiama Ivanti e ha debuttato ufficialmente questa settimana la società che deriva dalla fusione di Landesk con Heat Software, operazione concertata da Clearlake Capital Group e Thoma Bravo. La nuova società comprende i prodotti e i marchi che le sue due “componenti” hanno assorbito negli anni e si propone sempre nei due settori che sono i loro punti di forza: la sicurezza informatica e l’IT asset/service management. Primo obiettivo, ovviamente, favorire le sinergie tra i vari prodotti a portafoglio ed eliminare le sovrapposizioni.

Prevedibile frenata per l’acquisizione di Yahoo da parte di Verizon. Nel comunicare i suoi risultati finanziari per il quarto trimestre 2016 Yahoo ha spiegato che “dato il lavoro richiesto per soddisfare le condizioni di chiusura, ora si stima che la transizione si chiuda nel secondo trimestre 2017. Non ci sono dettagli in merito ma è probabile che Verizon stia cercando di ridiscutere il prezzo di acquisto dopo le molteplici falle della sicurezza rivelate da Yahoo.

Il mercato container secondo 451 Research
Il mercato container secondo 451 Research

Si parla del successo di OpenStack ma 451 Research segnala che c’è un altro mercato che si presenta in maniera simile e sta crescendo molto: è quello delle piattaforme per la “containerizzazione” delle applicazioni, che dovrebbe raggiungere i 2,7 miliardi di dollari entro il 2020. Si tratta di una fetta ancora piccola del giro d’affari legato a quelle che la società di analisi chiama “cloud enablig technology” ma che in prospettiva dovrebbe avere un impatto superiore a OpenStack. La crescita delle piattaforme container sarà favorita dalla coesistenza di vendor grandi e piccoli, dalla crescita del loro numero (attualmente se ne stimano 125) e dall’evidente interesse delle aziende utenti, secondo 451 Research.

Le campagne di phishing che cercano di infettare i PC-bersaglio fanno spesso uso di allegati JavaScript cammuffati da file leciti. Nella grande maggioranza dei casi gli eseguibili JavaScript non sono malware in sé ma servono a scaricare i malware veri e propri, in Google hanno comunque pensato che fosse arrivato il momento di evitare la loro pericolosità e dal prossimo 13 febbraio non sarà più possibile allegarli ai messaggi di posta. I JavaScript saranno riconosciuti e bloccati anche se inseriti in file compressi, chi cerca di inviarli e il destinatario di una mail con allegato JavaScript vedranno un messaggio d’errore. Per i pochi casi in cui è davvero necessario condividere file JavaScript, Google consiglia di usare le funzioni di condivisione di Google Drive o di servizi simili.