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IBM offre il machine learning come servizio con Watson Data Platform

Nel 1998 inizia la sua esperienza nel mondo IT in Mondadori e partecipa alla nascita di Web Marketing Tools di cui coordina la redazione. Redattore esperto di software per PC Magazine, e caporedattore di ComputerIdea, segue da circa 20 anni l'evoluzione del mondo hardware, software e dei servizi IT in un confronto continuo con le aziende leader del settore

Watson Data Platform permette di carica in cloud grandi volumi di dati eterogenei, ripulirli e aiutare gli utenti nella creazione di modelli di machine learning con un sistema cognitivo. Tutto in modalità ‘as-a-service’

L’intelligenza artificiale di Watson al servizio del business, con una nuova offerta di machine learning fornito come servizio per le aziende. E’ quello che offre IBM con Watson Data Platform pronto ad accogliere le richieste del business con il motore di inserimento dati più veloce al mondo (secondo Big Blue, ma è una di quelle informazioni da considerare attendibile, considerata l’unicità di Watson), e con IBM Watson Machine Learning che offre un’interfaccia self-service intuitiva per rendere fruttuosi i dati ‘offerti da masticare a Watson’ . E’ più di un’espressione di colore, come spiega Bob Picciano, Senior Vice President, IBM Analytics: “Il machine learning è incredibilmente potente, ma molti tra i professionisti non hanno ancora le competenze per sfruttarlo al meglio né la possibilità di collaborare efficacemente sui diversi set di dati ”

Bob Picciano (IBM)
Bob Picciano Senior Vice President, IBM Analytics

Con Watson Data Platform l’utente ora dispone di un sistema cognitivo di supporto nella creazione di modelli di machine learning, per l’estrazione di insight dai dati. Con un unico ambiente di lavoro ci si può trovare immersi nei servizi di machine learning e nei diversi linguaggi, in modo che dagli sviluppatori di app fino ai Chief Data Officer si abiliti la collaborazione per porre domande più precise. Watson ha bisogno di imparare e più impara più sarà in grado di essere di aiuto, utilizzarlo è il modo migliore per fare crescere la sua intelligenza, così Watson Machine Learning, basato su Apache Spark, attinge ai dati strutturati e non strutturati e dalle librerie a disposizione per costruire automaticamente i suoi modelli di analisi. La tecnologia Cognitive Assistance for Data Science valuta gli algoritmi di machine learning, rispetto alle fonti e consiglia l’abbinamento ottimale.
Il problema, in un certo senso, restano gli umani: abituati a lavorare in modo separato sui dati disponibili secondo una ricerca pubblicata sulla Harvard Business Review  essi perderebbero una visione di insieme coerente che invece può essere fornita da Watson Data Platform che su un set di dati offre la possibilità di applicare linguaggi, servizi e strumenti preferiti da ogni team. 

L’annuncio odierno apre alle azienda la possibilità di caricare in cloud grandi volumi di dati di diverse tipologie, a una velocità fino a 10 gigabyte al secondo, pulirli per facilitare la modellazione, aggiungere o rimuovere collaboratori, fare drag and drop dei servizi che servono su un spazio di lavoro dedicato per ottimizzare la produttività del team. Watson Data Platform è disponibile su IBM Cloud con diversi piani di offerta sia in modalità self-service sia enterprise.

  • Le aziende che fossero interessate a capire come quantità enormi di dati non strutturati possono diventare informazioni utili possono informarsi e richiedere i materali relativi a un evento organizzato da PMC Machine learning  sul tema “Il Dato è Tratto” organizzato da PMC in partnership con IBM.