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HPE Next, arriva un nuovo CIO per una nuova IT

Nel 1998 inizia la sua esperienza nel mondo IT in Mondadori e partecipa alla nascita di Web Marketing Tools di cui coordina la redazione. Redattore esperto di software per PC Magazine, e caporedattore di ComputerIdea, segue da circa 20 anni l'evoluzione del mondo hardware, software e dei servizi IT in un confronto continuo con le aziende leader del settore

Nell’ambito dell’iniziativa HPE Next per semplificare e rendere agile la struttura aziendale, HPE nomina la sua nuova CIO, Archana Deskus, chiamata a fare la digital transformation proprio in HPE

Si chiama Archana Deskus il nuovo CIO di HPE, e non arriva dalle file aziendali ma dal business petrolifero di Baker Hughes, un’azienda del portafoglio GE.
Deskus arriva quindi da un business diverso ma non da un altro ambiente, perché da 17 anni lavora in ambito IT e a lei spetterà il compito duro di rivedere i sistemi IT aziendali. Insomma, il suo compito sarà proprio quello di fare Digital Transformation all’interno di una delle aziende più importanti del mondo che aiuta gli altri a fare digital transformation, e non è poco.

HPE oggi non è di sicuro ancora un’azienda snella e agile:  è di settembre l’ultimo annuncio di ristrutturazione importante – si parla di personale in questo caso – con circa 5mila licenziamenti in arrivo entro la fine dell’anno. Si va di ridimensionamento in ridimensionamento (da quando è arrivata Meg Whitman), a partire dal 2012, dopo anni (dal 2007 al 2011 circa) in cui HP (lo split è del 2014) acquisiva aziende importanti ma con pochi tagli. Ora invece la situazione attuale vede ancora l’azienda ragionare su se stessa.

Archana Deskus, nuova CIO di HPE
Archana Deskus, nuova CIO di HPE

Non si tratta ovviamente di “smantellare” quanto piuttosto di rendere funzionale al business la propria offerta, focalizzandosi su quello che conta. E’ un dato di fatto però che la digital transformation, applicata anche ai giganti dell’IT, ha portato e sta ancora portando a una continua riduzione del personale e, chi non deve farla, di sicuro investe – per quanto riguarda le risorse umane – non su profili generici, ma su personalità “iper-skilled”, quando può e le trova.
HPE si trova oggi a un bivio, gli investimenti in cloud, gli altri core business, ancora oggi non decollano in tanti Paesi a una velocità tale da poter sostenere HPE così come è.

Ecco allora che arriva anche la ristrutturazione IT, con Deskus chiamata a ridurre gli oltre mille processi aziendali supportati da dieci sistemi ERP, con altrettante mille applicazioni, ad appena cento processi, con un unico sistema ERP e un terzo delle applicazioni. 

Le nostre fonti parlano anche di una riduzione dei piani di compensazione interna da 400 a 25, ma soprattutto di un taglio di configurazioni server da 50mila a un quinto.
Quando si dice razionalizzare e compensare. Deskus tra l’altro avrà ampio mandato riportando direttamente al presidente Antonio Neri, che supervisiona l’iniziativa HPE Next

Il piano Next per HPE significa semplificazione ma il mantra è sempre e solo uno: riduzione dei costi di circa un terzo, non proprio noccioline, ma con l’idea di arrivare a risparmiare “tutto compreso” circa 1,5 miliardi di dollari nei prossimi tre anni.