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HPE cede a Suse la parte OpenStack e Cloud Foundry, ma non i marchi

Giornalista e collaboratore di TechWeekEurope, si occupa professionalmente di IT e nuove tecnologie da oltre vent'anni e ha collaborato con le principali testate italiane di settore

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Passano a Suse competenze e tecnologie in ambito OpenStack e Cloud Foundry, ma le offerte Helion e Stackato restano, anche grazie a un accordo OEM

L’evento Discover di Londra non è solo il momento per annunci di nuove tecnologie e nuove iniziative per HPE, ma anche di dismissioni. La società di Meg Whitman ha ceduto a Suse le tecnologie e le risorse collegate a OpenStack per la parte IaaS e a Cloud Foundry per la parte PaaS. La cessione avviene dopo che queste risorse erano in effetti già state riorganizzate in un gruppo specifico, anche se le comunicazioni ufficiali della cessione non fanno riferimento a questo gruppo – il Software-Defined & Cloud Group o SDCG – che potrebbe quindi essere coinvolto solo parzialmente nella cessione.

L’operazione non è collegata alla cessione-fusione della parte software di HPE a Micro Focus annunciata qualche tempo fa, anche se Suse fa capo a quest’ultima.

Come altre operazioni di cessione da parte di HPE nella sua progressiva focalizzazione dopo la separazione da HP un anno fa, anche questa è piuttosto articolata. HPE cede le tecnologie e le risorse ma non i marchi che sono collegati a OpenStack e Cloud Foundry e nemmeno i clienti che già usano i suoi prodotti.

HP Helion- Ambiti di utilizzo
HP Helion- Ambiti di utilizzo

Quindi HPE continuerà a proporre soluzioni a marchio Helion per la parte strettamente OpenStack e Stackato per la parte PaaS, oltre a fornire i servizi associati. La differenza è che lo sviluppo sarà in concreto portato avanti da Suse e HPE lo sfrutterà attraverso un accordo OEM che vede la casa tedesca come partner preferenziale per quello che riguarda Linux, OpenStack e Cloud Foundry.

Non sono stati dati dettagli precisi in merito, ma è lasciato intendere chiaramente che HPE offrirà nei suoi prodotti componenti e tecnologie in più rispetto a quelle sviluppate da Suse, idealmente per differenziare l’offerta (l’accordo OEM tra l’altro non è esclusivo) e per adattarla alle proprie necessità.

Il senso dell’acquisizione per Suse è invece accelerare nelle attività di sviluppo IaaS e PaaS grazie proprio alle tecnologie di HPE. Quelle legate a OpenStack saranno integrate nella piattaforma OpenStack Cloud per ampliarne il raggio d’azione, mentre quelle legate a Cloud Foundry serviranno per realizzare una propria offerta PaaS. L’obiettivo è arrivare a una distribuzione Cloud Foundry certificata che aiuti – spiega Michael Miller, President Strategy Alliances and Marketing di Suse – a combinare “il meglio delle tecnologie di container e orchestration come Docker e Kubernetes con il meglio delle tecnologie PaaS come Cloud Foundry”.

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