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Google Next ’17. Gli annunci più importanti in pillole

Nel 1998 inizia la sua esperienza nel mondo IT in Mondadori e partecipa alla nascita di Web Marketing Tools di cui coordina la redazione. Redattore esperto di software per PC Magazine, e caporedattore di ComputerIdea, segue da circa 20 anni l'evoluzione del mondo hardware, software e dei servizi IT in un confronto continuo con le aziende leader del settore

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Un bilancio sulle novità dal mondo Google in occasione di Next ’17. Hangout si splitta in Hangouts Meet e Chat. E con Drive File Stream è possibile accedere ai file su Drive risparmiando spazio sul disco locale

Un’offerta più ricca su Google Cloud Platform, ma anche nuovi strumenti di collaborazione e condivisione in G Suite hanno caratterizzato gli annunci delle giornate di Next ’17. A convention conclusa proviamo a ripercorrerli nei diversi ambiti: oltre alla Platform quindi, per lo sviluppo di app e data analytics e nella sicurezza degli asset aziendali.

Per quanto riguarda G Suite ecco lo split di Hangouts: con Hangouts Meet ora è disponibile un nuovo strumento per attivare in pochi passaggi una videoconferenza per gruppi fino a 30 persone partendo semplicemente da Calendar, dal servizio email oppure da un documento condivisio, invece Chat (sempre in Hangout) rappresenta ora nel portafoglio dei servizi lo strumento principe di comunicazione aziendale, mentre con Team Drives viene proposta la gestione semplificata dei file e degli archivi per i Team di lavoro.

Molto più interessante invece è lo strumento di Streaming sempre su Google Drive. Si chiama Drive File Stream e permette di accedere a tutti i file memorizzati su Google Drive ma senza occupare spazio sul disco locale, e bypassando i problemi di sincronizzazione, tipici dei servizi simili. E infine con Gmail Add-Ons ora Google permette agli utenti G Suite di accedere alle funzionalità di un’app, con qualsiasi dispositivo, anche non Android, direttamente dal client di posta Gmail.  

Google Drive File Stream
Google Next ’17 – Google Drive File Stream

SullaCloud Platform, di cui abbiamo parlato su Silicon anche in questo contributo, invece meritano la segnalazione le nuove funzionalità di sicurezza. Si parte dalla proposta di un chip Titan realizzato appositamente da Google in grado di stabilire l’attendibilità dei dispositivi hardware che interagiscono in cloud.

Google Titan
Google Titan

Mountain View però va oltre e propone un Identity-Aware Proxy che da qualsiasi posizione dell’utente offre il controllo delle autorizzazioni in modo granulare, preservando la caratteristica della facilità di implementazione e dell’integrabilità con i token tipici di sicurezza per la protezione dal phishing. 

In ambito DLP, a Next ’17è arrivata un’API che identifica e nasconde in automatico i dati sensibili in un documento su 40 tipologie di dati sensibili, per favorire la condivisione delle analisi nel rispetto però delle normative sulla privacy. Affianca lo strumento un sistema di gestione delle chiavi di crittografia simmetrica (Key Management System) per generare, modificare e distruggere queste chiavi usate in cloud senza dover ricorrere a un sistema in locale.

Per quanto riguarda le applicazioni di eDiscovery su G Suite arriva Google Vault che serve per impostare norme di conservazione e di ricerca su Drive, Gmail e Hangouts, anche in questo caso avvicinando la proposta cloud di Google alla normativa e al rispetto degli obblighi legali di conformità. In ultimo, sui sistemi di verifica in due passaggi, Google ha lavorato a Security Key Enforcement (in questo caso ci si muove nell’ambito delle verifiche in due passaggi)