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Google e Salesforce partner in cloud

Nel 1998 inizia la sua esperienza nel mondo IT in Mondadori e partecipa alla nascita di Web Marketing Tools di cui coordina la redazione. Redattore esperto di software per PC Magazine, e caporedattore di ComputerIdea, segue da circa 20 anni l'evoluzione del mondo hardware, software e dei servizi IT in un confronto continuo con le aziende leader del settore

Dopo la partnership con Amazon Web Services stretta lo scorso anno, Salesforce apre un’altra corsia “preferenziale” in cloud e arriva l’accordo con Google. Analisi di una strategia multi-partner

Salesforce e Google hanno stretto una partnership per facilitare l’integrazione dei tool di Salesforce con la suite di Google e i Google Analytics e l’accordo prevede anche l’offerta di licenze G Suite senza costi aggiuntivi ai clienti Salesforce.
In verità la partnership è di più ampia portata perché il vendor conosciuto per la sua proposta CRM ha eletto Big G come cloud provider di preferenza per i suoi servizi “core” per quanto riguarda le future espansioni infrastrutturali.

I più attenti osservatori sanno o ricordano che la stessa Salesforce poco più di un anno fa, sempre per quanto riguarda le sue scelte di cloud pubblico, ha stretto una partnership anche con AWS (in ambito IoT). Anche per quella partnership si utilizzò il titolo di provider preferenziale. Nessuna contraddizione. “Ci possono essere diverse corsie preferenziali”, spiega il Ceo Marc Benioff.

Marc Benioff, CEO di Salesforce
Marc Benioff, CEO di Salesforce

E non ci si dovrebbe stupire nemmeno del fatto che le soluzioni CRM dell’azienda sfruttino importanti integrazioni anche con un altro pilastro in cloud, e cioè Office 365 di Microsoft con cui i rapporti sono stati sempre più che ottimi, per quanto ultimamente un po’ annacquati dalla concorrenza di Dynamics 365, sempre più proiettato al cloud, e dalle scaramucce in occasione dell’acquisizione da parte di Microsoft di Linkedin che non ha lasciato Salesforce indifferente. 

Insomma, in casa Salesforce nel tempo si è spostato il baricentro tipicamente Microsoft centrico verso gli altri attori in cloud, AWS e Google con cui pure si è lavorato a una serie di integrazioni importanti, dopo l’acquisizione di Quip per esempio.

Ryan Aytay, executive VP of business partnerships, ora ha il compito di approfondire sensibilmente il livello di integrazione delle soluzioni Salesforce con Big G, per esempio arriverà la possibilità di muovere in agilità i dati memorizzati su cloud Salesforce in Google al servizio del marketing, e Salesforce avrà a disposizione i data center di Google quando vorrà espandersi.

Google ovviamente ci guadagna la possibilità di approdare con le sue proposte cloud a un livello di mercato tipicamente enterprise da cui al momento è in parte rimasto estraneo. 

Una lettura di scenario a un livello ancora superiore evidenzia come le proposte di cloud pubblico non sono poi considerate così “critiche” e gli analisti che proiettano la crescita del public cloud nel medio periodo sempre a doppia cifra non siano affatto ottimistiche ma semplicemente fotografano una realtà per tanti aspetti già tra le scelte preferite.