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Gartner, nel 2020 la gestione dell'”ibrido” nel 90 percento delle aziende

Nel 1998 inizia la sua esperienza nel mondo IT in Mondadori e partecipa alla nascita di Web Marketing Tools di cui coordina la redazione. Redattore esperto di software per PC Magazine, e caporedattore di ComputerIdea, segue da circa 20 anni l’evoluzione del mondo hardware, software e dei servizi IT in un confronto continuo con le aziende leader del settore

Secondo Gartner, le aziende vanno verso l’adozione massiccia di soluzioni di gestione Iaas, ma da qui al 2019 il dominio sarà di Amazon (AWS) e Microsoft. I rischi di un duopolio

Un approccio ibrido al cloud computing sembra al momento, e per i prossimi anni, quello visto più favorevolmente dalla maggior parte delle aziende, soprattutto in area Emea, questo vale anche se noi pensiamo si tratti solo di un avvicinamento per gradi a un sistema infrastrutturale di tipo diverso, decisamente votato a liberare ulteriormente l’azienda dai lacciuoli cui vincola il ferro tenuto in casa, ma che quando arriverà non si chiamerà nemmeno più cloud pubblico.

Di pari passo si delinea sempre più in modo massiccio lo sviluppo di servizi per le architetture infrastrutturali ibride. 

Secondo Gartner le organizzazioni che hanno scelto un modello ibrido per la propria infrastruttura ottimizzeranno i costi aumentano l’efficienza e tuttavia questo nel tempo determinerà un aumento della complessità nel momento della scelta del giusto set di strumenti proprio per essere in grado di fornire servizi end-to-end di livello in un ambiente multisourced.

Il modello tradizionale del Data Centre in outsourcing è in declino. Oggi si spendono circa 55 miliardi di dollari all’anno, saranno 45 nel 2020, invece per i servizi di cloud computing la spesa tra il 2016 e il 2020 risulterà triplicata e passerà da 23,3 miliardi a 68,4.

Così come crescerà anche quella per hosting e colocation dai 54 miliardi di dollari nel 2016 ai 74,5 nel 2020. Non solo alla voce Storage As A Service (StaaS) supererà i 2,7 miliardi rispetto a 1,7 miliardi attuali. 

Gartner Hybrid IT Infrastructure Management
Gartner Hybrid IT Infrastructure Management

In crescita anche Infrastructure Utility Services  ben qualificati dal glossario Gartner. Per loro la spesa passerà da 21,3 milioni nel 2016 ai 37 milioni del 2020.

Ce ne è da aggiungere per capire bene come si evolve il mercato. Insieme nel 2016 la voce DCO (Data Center Outsourcing) e IUS ha rappresentato il 49 percento del mercato sui 154 miliardi che è il valore totale dei servizi legati ai Data Center e quindi comprende anche hosting e Iaas.

Mentre però Iaas e hosting cresceranno in modo sensibile, e IUS abbiamo visto pure, risulta che nel 2020 il peso di DCO e IUS sarà solo il 35 percento sul totale di 228 miliardi di servizi dati, con la voce DCO  e quella dei servizi itradizionali a farne prevalentemente le spese. 

Le cifre vanno lette anche sotto un altro punto di vista, perché il pricing dei servizi Iaas necessariamente è in discesa, e soprattutto perché secondo Gartner si delinea all’orizzonte una sorta di duopolio, per cui da qui al 2019 il 90 percento dei cloud provider Iaas sarà buttato fuori dal mercato da Amazon (AWS) e Microsoft.

Sono cresciuti i loro servizi, mentre altri attori poco alla volta sono rimasti indietro e solo il volume di dati e clienti permetterà in futuro di sviluppare servizi e prezzi sempre più concorrenziali. Solo dai nuovi mercati, secondo Gartner, potrebbe arrivare un terzo sfidante, per esempio il braccio destro di Alibaba, Aliyun.

Da qui però l’arrivo di quella che è la vera criticità del modello, su cui David Groombridge, research director di Gartner (ma non solo) pone l’accento: “C’è il rischio di un mercato che potrebbe non essere più competitivo e quello di uno scenario per cui le aziende si troverebbero ancora a una piattaforma per una serie di funzionalità proprietarie, e con una possibile esposizione ad aumenti di prezzi sostanziali”.