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F5 Networks, verso una società app-centrica

Direttore responsabile di Silicon, ITespresso, ChannelBiz e Ubergizmo dalla nascita, ama analizzare le dinamiche del mercato IT e le strategie dei vendor. Scrive da più di vent'anni di tecnologie, acquisizioni, hardware e software. Modera convegni e seminari. In passato ha diretto Techweekeurope, Gizmodo, Vnunet, PC Magazine e PC Dealer, iniziando il percorso professionale a Computerworld Italia dopo la laurea.

Sono quattro i trend evidenziati da uno studio condotto da The Foresight Factory, per conto di F5 Networks, sul futuro delle Apps. Con Maurizio Desiderio, country manager in Italia, le opportunità legate a AI, IoT, machine learning, ma anche cloud e DevOps

Commissionato da F5 Networks, lo studio Future of Apps condotto da The Foresight Factory in 25 mercati Emea mette sotto analisi aziende nei settori automazione, biometria, IT e tecnologia.
Un report che evidenzia come il futuro delle applicazioni avrà un impatto significativo sulla società, sulle aziende, perché oggi le applicazioni sono connesse ai dati  “o meglio le Apps stesse possono essere definite il veicolo per gestire i dati – precisa  Paolo Arcagni, technical manager di F5 Networks, commentando in anteprima la ricerca con Silicon.it -. Oggi il mercato ha riconosciuto le App  come una parte fondamentale dello sviluppo, sia per il mondo dei service provider sia per il mondo delle aziende, dal momento che sono veloci , affidabili e sicure”.

Paolo Arcagni,
Paolo Arcagni, technical manager di F5 Networks

Nuovi modelli collaborativi, che sfruttano machine learning e intelligenza artificiale e che grazie alle App possono aumentare la produttività sia a livello aziendale che personale, stanno definendosi.  “Tuttavia, questi cambiamenti tecnologici e di comportamento creeranno  nuove minacce in un panorama di sicurezza sempre più complesso, che comprenderà i rischi legati al crescere dell’AI, alle auto driverless o allo sfruttamento dell’IoT. Dovremo essere preparati all’era in cui i criminali informatici sfideranno direttamente le persone e arriveranno a violare l’intelligenza stessa” precisa Josh McBain, Director of Consultancy di Foresight Factory

Le app stesse portano nuove tecnologie all’utente finale e generano nuovi modi di utilizzo delle applicazioni. “Se si pensa allo smartphone che integra la fotocamera e le app per la gestione delle immagini, si riesce a capire come possono cambiare velocemente gli utilizzi di un oggetto nato per scopi diversi – precisa Arcagni -. Questo proliferare di nuove modalità di utilizzo amplia anche le superfici di attacco, con attacchi Ddos ad altissimo potenziale, richiedendo la protezione della rete a livello applicativo. Con l’avvento del 5G, di reti sempre più veloci, sarà richiesta più banda sui singoli oggetti connessi, e ci saranno molti più oggetti su cui interagire. Il trasporto dei dati sulla rete sarà impattante e sicurezza, affidabilità, ottimizzazione della rete e delle app saranno punti nevralgici”.

Le quattro aree da considerare

Josh McBain, Director of Consultancy di Foresight Factory
Josh McBain, Director of Consultancy di Foresight Factory

Il report di Foresight Factory evidenzia in particolare quattro trend fondamentali che stanno impattando sul futuro delle App: la ricerca di modelli di collaborazione proattiva sempre più spinta,  lo sviluppo di servizi sempre più personalizzati e predittivi basati su AI e machine learning, la spinta alla realtà “individuale dove le App saranno costruite sulle richieste del singolo sfruttando un misto di realtà aumentata, realtà virtuale e tecnologie embedded nei dispositivi, l’avvento di nuove reti 5G e delle applicazioni decentralizzate (definite anche dApps)  quando le tecnologie blockchain e l’edge computing diventeranno mainstream. 

“IDC prevede che il mercato della realtà aumentata e della realtà virtuale in Europa occidentale quest’anno raggiungerà i 2,5 miliardi di dollari, con un aumento del 131% rispetto al 2016. Entro il 2020, il mercato è stimato a 25,7 miliardi di dollari” puntualizza Maurizio Desiderio, country manager di F5 Networks,  sottolineando come proprio le nuove interfacce applicative – realtà aumentata, virtuale, blockchian, edge computing – e le nuove reti saranno determinanti per il futuro delle App.
“I ricercatori e i mercati prevedono che entro il 2020 la tecnologia e le soluzioni blockchain saranno utilizzate da circa il 65% delle aziende. Il mercato mondiale blockchain crescerà passando dai 210,2 milioni di dollari del 2016 a 2.312,5 milioni di dollari entro il 2021” recita il report. “Un gran fermento che spinge verso l’evoluzione di applicazioni integrate e che vede lo sviluppo applicativo fortemente influenzato dall’AI e dal machine learning; in questo contesto le conseguenze saranno servizi più personalizzati e predittivi nell’ambito, ad esempio, della salute cognitiva” precisa Desiderio.

Maurizio Desiderio, country manager di F5 Italia
Maurizio Desiderio, country manager di F5 Italia

Ma la centralità delle App alza l’attenzione sugli aspetti di sicurezza, dal momento che la collaboration propone servizi sempre più integrati e  gli attacchi in volume andranno a diminuire a vantaggio di attacchi più puntuali che minano i dati. “I dati sono considerati elemento di baratto e questo cambia profondamene anche il mondo in cui i nostri centri monitorano gli attacchi, sempre più intelligenti e puntuali precisa Arcagni –. Pensare di essere sempre protetti è una utopia, si può aumentare  la protezione ma non è possibile garantirla, anche se l’attaccato fa di tutto per tutelarsi” .

Cloud e DevOps

Guardando a F5 Networks, “in Italia il fatturato è raddoppiato dal 2015 a oggi con 17  dipendenti grazie al fatto che la nostra proposta di Application Delivery Control rimane a tutti gli effetti un’ opportunità di business – spiega Desiderio –. I nostri clienti hanno richiesto soluzioni ad hoc e una personalizzazione dei servizi erogati dalla nostra piattaforma, anche perché molti utilizzano in modo avanzato il cloud.  Il 25% del fatturato arriva dalle Telco, il restante dal mondo enterprise”.
All’opportunità del cloud si affianca anche quella di DevOps, che in Italia è ancora poco adottata rispetto ad altri paesi europei ma che è oggetto di forti investimenti. “Cloud e Devops sono due opportunità da cogliere – conclude il country manager -. In sintesi, non credo sarà tanto l’applicazione a cambiare ma sarà la piattaforma sottostante a ristrutturarsi. Quando l’AI diventerà più potente, le applicazioni diverranno più complesse, interagiranno sempre più tra di loro e svolgeranno una gamma sempre più vasta di azioni predittive e contestuali.  Lo scenario complessivo che emerge da Future of Apps mostra come il punto di equilibrio si stia rapidamente spostando oltre i confini dell’azienda, creando opportunità enormi per chi è in grado di offrire applicazioni in modo veloce, con funzionalità e sicurezza adeguate”.

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