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Retelit, cresce la componente legata ai servizi business

Direttore responsabile di Silicon, ITespresso, ChannelBiz e Ubergizmo dalla nascita, ama analizzare le dinamiche del mercato IT e le strategie dei vendor. Scrive da più di vent'anni di tecnologie, acquisizioni, hardware e software. Modera convegni e seminari. In passato ha diretto Techweekeurope, Gizmodo, Vnunet, PC Magazine e PC Dealer, iniziando il percorso professionale a Computerworld Italia dopo la laurea.

Retelit sfiora i 50 milioni di euro di fatturato con contributo in crescita della parte dei servizi corporate, legati alle aziende. Per il 2017 l’aspettativa è di crescere più del 20% . Ne parliamo con Dario Pardi, presidente, e Federico Protto, amministratore delegato

Il passaggio di Retelit a un’azienda “diversa”, dichiarato negli intenti due anni fa alla presentazione del piano industriale al 2019,  è oggi compiuto. Non più solo realtà legata al mondo degli operatori wholesale, ma anche realtà legata al mondo corporate.
E’ Dario Pardi, presidente di Retelit, ad evidenziare il peso crescente della fetta business nella torta del fatturato aziendale. “Un torta che oggi ha il valore di 49,6 milioni di euro di fatturato. Siamo cresciuti in questi anni della  componente business dal 3% iniziale, all’8% del 2015, fino al 13% del 2016. Negli ultimi due anni la crescita del giro d’affari è stata nell’ordine del 20% (da 38 milioni di fatturato) e nell’ultimo anno il miglioramento dei ricavi è stato del 17,8%”. Con un Ebitda di 14,6 milioni di euro e un utile netto pari a 2,9 milioni di euro (rispetto ai 0,2 milioni di euro del 2015), Retelit ha registrato il primo utile nella storia dell’azienda pari a 2,2 milioni di euro, con un risultato operativo positivo per ben cinque trimestri consecutivi. “La strategia avviata due anni fa e focalizzata sul consolidamento del mercato wholesale e sullo sviluppo dell’attività business e cloud si è dimostrata vincente e, grazie ad una squadra coesa e determinata, siamo riusciti ad ottenere risultati migliorativi anche rispetto agli obiettivi del piano” commenta  Pardi.

Dario Pardi, presidente di Retelit
Dario Pardi, presidente di Retelit

Il manager guarda all’anno in corso con l’obiettivo di crescita di fatturato tra il 20% e il 26% e una crescita stimata superiore al 45% in termini di profittabilità operativa.  Se ad oggi l’azienda ha sostenuto investimenti per quasi 35 milioni di euro per il potenziamento della propria infrastruttura, per il  quinquennio 2017-2021 si parla di 90 milioni di euro complessivi.  “La strategia di attrarre la media impresa  rimarrà alta anche quest’anno e alzerà l’attenzione sull’offerta di connettività per le aree industriali, per renderle competitive rispetto alla concorrenza straniera. Dobbiamo dare una risposta concreta alla richiesta di banda ultra larga da parte dei produttori e dei distributori di contenuti (audio e video ad alta definizione) così come alle esigenze di cloud e connettività delle aziende in ambito IoT” precisa Federico Protto, amministratore delegato di Retelit.
Tra i servizi business per le imprese , oltre alla connettività nell’ordine dei Gigabit al secondo e ai servizi di VPN, le soluzioni housing, hosting e cloud all’interno della rete dei 15 data center proprietari, alle tecnologie di carrier Ethernet e alla rete OTN (Optical Transport Network) a bassissima latenza. “Nei nostri data center si sono aggiunte quest’anno anche tecnologie iperconvergenti grazie a partner tecnologici strategici con i quali lavoreremo anche in futuro” precisa Protto, sottolineando anche l’importanza di partner e system integrator per realizzare progetti personalizzati per i clienti.

Le aree al 2021

Il piano industriale al 2021 punta di fatto su quattro grandi aree, tra loro bilanciate all’interno del fatturato: area corporate dove attrarre la media impresa (“i servizi data center arriveranno a valere il 25% del nostro business” sostiene Pardi), area  wholesale nazionale e area internazionale, cavo sottomarino AAE-1 che allarga le potenzialità del business verso i paesi orientali “a testimonianza che il nostro fatturato non è più ancorato al solo business wholesale – continua -. Pensiamo di crescere maggiormente nell’area corporate in termini di market share, mentre nell’area wholesale cercheremo di mantenere il market share attuale, che indicativamente è del 25% in Italia e del 20% a livello internazionale, al netto degli accordi con gli operatori. Mi piace definire la nostra parte corporate come una start up, con ampie potenzialità di crescita”

Federico Protto, amministratore delegato di Retelit
Federico Protto, amministratore delegato di Retelit

Le quattro aree –  connettività, nuovi servizi, aree industriali e internazionalizzazione – seguono una piano di crescita che dovrebbe portare a 80 milioni di fatturato nel 2021,con anche crescita organica –  precisa Protto – e questo potrebbe significare potenziali acquisizioni e consolidamento dell’infrastruttura”.

A livello internazionale, Retelit sta lavorando in questi mesi per rendere operativo il cavo sottomarino AAE-1, che garantisce un collegamento di 25.000 chilometri di fibra tra l’area del Mediterraneo fino ad Hong Kong. “Il cavo ci apre nuove e importanti prospettive di business sui mercati internazionali e su aree in fortissimo sviluppo, quali ad esempio India, Sud Est asiatico, Cina e Hong Kong” commenta Pardi citando anche la sottoscrizione del primo contratto con Belgacom International Carrier Services lo scorso febbraio. Tutto in movimento.

Partnership e canale rimangono strategici anche per il 2017 per offrire servizi personalizzati alle aziende corporate. Su ChannelBiz i dettagli.