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Il supercomputer HPC4 di HPE entra nel datacenter Eni

Nel 1998 inizia la sua esperienza nel mondo IT in Mondadori e partecipa alla nascita di Web Marketing Tools di cui coordina la redazione. Redattore esperto di software per PC Magazine, e caporedattore di ComputerIdea, segue da circa 20 anni l'evoluzione del mondo hardware, software e dei servizi IT in un confronto continuo con le aziende leader del settore

Eni annuncia la collaborazione con HPE per implementare il supercomputer commerciale più potente del mondo. HPC4 raggiunge un picco di prestazioni pari a 18,6 Petaflop e si affianca all’installato HPC3 del DC di Ferrera Erbognone

Eni ha installato presso il Green Data Center di Ferrera Erbognone il nuovo supercalcolatore HPC4 di HPE per garantire la più elevata capacità di elaborazione e memorizzazione dei dati alle proprie infrastrutture. Il sistema ospita anche l’intero ecosistema di algoritmi sviluppati internamente dal team di Eni.

In questo modo l’azienda ha quadruplicato la potenza complessiva della sua infrastruttura IT, rendendola di fatto attualmente la più potente al mondo a livello industriale. La classifica Top 500 dei supercomputer pubblicata a novembre 2017 colloca infatti il sistema Eni tra i primi dieci al mondo e lo indica come il primo tra i sistemi non-governativi e non istituzionali.

HPC4 è formato da 1.600 nodi HPE ProLiant DL380, ognuno costituito da 2 processori Intel 24-core Skylake (per un totale di oltre 76mila core) e 2 acceleratori Gpu Nvidia Tesla P100. I nodi sono connessi attraverso una rete ad alta velocità EDR Infiniband. Il sistema HPC4 sarà affiancato da un sistema di archiviazione di 15 Petabyte ad alte prestazioni. 

Ma a cosa serve HPC4? I supercalcolatori del Green Data Center Eni forniscono supporto al processo di trasformazione digitale dell’azienda lungo tutta la catena del valore. Servono all’elaborazione dei dati in fase di esplorazione e sviluppo dei giacimenti, gestiscono i Big Data delle operazioni di tutti gli asset produttivi.

Eni Green Datacenter

Il sistema Eni sfrutta un unico ambiente di algoritmi complessi, proprietari, sviluppati sulla base dell’esperienza decennale dell’azienda, più in particolare il nuovo supercomputer permetterà nelle attività upstream l’esecuzione e l’evoluzione degli algoritmi dedicati all’imaging geofisico tridimensionale, alla modellizzazione dei sistemi petroliferi, e all’elaborazione di modelli sofisticati di simulazione di giacimento e di ottimizzazione degli impianti produttivi.

Claudio Descalzi, AD Eni

L’AD di Eni, Claudio Descalzi va oltre: “Oltre a elaborare e stoccare grandi quantità di dati ]…] queste tecnologie permettono a Eni di accelerare e rendere più efficiente e accurato l’intero processo upstream, riducendo i rischi nella fase esplorativa e guadagnando al contempo un notevole vantaggio tecnologico, ma anche di aumentare il livello di affidabilità, integrità tecnica e continuità operativa di tutti i nostri impianti, con benefici sia in termini di sicurezza che di impatto ambientale]…[. Con  HPC4 stiamo tracciando la strada dell’utilizzo di supercalcolatori di potenza exascale nel mondo dell’energia, si tratta di sistemi che potrebbero rivoluzionare le modalità di gestione delle attività oil&gas. In linea con il nostro impegno per la sostenibilità, HPC4 è stato sviluppato in modo da ottenere il massimo livello di efficienza energetica. Inoltre, lo stesso Green Data Center che già utilizza tecnologie innovative per ridurre al minimo le emissioni di CO2 e i costi operativi”.