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Ericsson, l’approccio open source esalta il cloud

Nel 1998 inizia la sua esperienza nel mondo IT in Mondadori e partecipa alla nascita di Web Marketing Tools di cui coordina la redazione. Redattore esperto di software per PC Magazine, e caporedattore di ComputerIdea, segue da circa 20 anni l'evoluzione del mondo hardware, software e dei servizi IT in un confronto continuo con le aziende leader del settore

In due documenti Ericsson, co-prodotti con Intel, viene messo in evidenza come un approccio open source alle infrastrutture cloud abiliti i service provider allo sviluppo di ambienti ideali per il business

La strategia di Ericsson, nell’ambito dello sviluppo delle reti, e quando si parla di cloud computing, parte da due importanti presupposti di fondo. Il primo è che i service provider in grado di portare a livello ‘industriale’  la propria strategia in ambito Network Function Virtualization possono innescare un circolo virtuoso per cui poi opereranno in modo più snello al servizio dei clienti, e con costi più bassi.
Il secondo, ovviamente con grande attenzione alla proposta in casa Ericsson in ambito data center, riguarda la possibilità di trasformare la gestione dei flussi di lavoro sfruttando appliance adeguate. E ovviamente da qui la proposta HDS 8000, ovvero Ericsson Hyperscale Datacenter System 8000. Se ne parla in due documenti diversi, stesi da Ericsson con Intel, in cui quello che conta di più è l’attenzione verso un trend assolutamente incontrovertibile che spieghiamo di seguito.

Nel cloud computing vince l’approccio open source, e l’evoluzione dell’offerta Software Defined continua a mettere in luce questo trend ineluttabile. Ieri ne parlavamo riguardo Red Hat Summit, e anche  Ericsson riporta il parere di M. Shaaf, Principal Solution Architect i Red Hat, quando spiega i diversi fattori che stanno guidando il mercato verso un’infrastruttura cloud davvero aperta.

Lo riportiamo così come è da un documento Ericsson: “Qualsiasi ambiente IT operativo oggi si sta muovendo verso soluzioni Software Defined sia nei data center, sia sulle reti. L’automazione dei processi in questi ambiti porterà le diverse realtà al prossimo step in ambito DevOps. Se guardiamo al 5G, all’automotive, ad IoT, a ogni stack di servizio proposto possiamo vedere come tutto sarà supportato dalla medesima struttura cloud che utilizzano i consumatori, gli operatori e le aziende”.

Ericsson da ottobre 2016 ha in corso con Red Hat una partnership per lo sviluppo di una roadmap congiunta per le soluzioni hardware e software in ambito NFV, SDN e Software Defined Infrastructure.

Come funziona Ericsson HDS8000. Disaggrega computing, storage e networing e permette di riassemblare le risorse in vPODs snelli
Come funziona Ericsson HDS8000. Disaggrega computing, storage e networing e permette di riassemblare le risorse in vPODs snelli

Se ci concentriamo sul primo punto evidenziamo come il sistema HDS 8000 vanta alcune caratteristiche interessanti: opera bene su OpenStack, abilità la flessibilità e l’agilità in cloud essenziali per accelerare il time to market di nuovi servizi e prodotti, incrementa l’efficienza per ogni singolo processo, e soprattutto proprio come network appliance multi-tenancy permette di utilizzare un’unica piattaforma per diverse applicazioni, utenti, in diversi ambienti cloud.

L’approccio di Ericsson con HDS 8000 è quello di consentire a Ericsson NFVi su questa appliance di disaggregare le risorse di computing, di storage e di networking in un pool virtuale che possa essere facilmente riallocato. La direzione importante invece evidenziata da Shaaf è quella per cui il cloud computing è efficiente se la cloud su cui si allocano risorse è in grado di integrarsi a costi minimi con le altre. E questo invece è un passaggio a cui tutti guardano, ma l’evoluzione del quale non è così lineare.

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