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Cloudera, solo le aziende data-driven hanno una marcia in più

Nel 1998 inizia la sua esperienza nel mondo IT in Mondadori e partecipa alla nascita di Web Marketing Tools di cui coordina la redazione. Redattore esperto di software per PC Magazine, e caporedattore di ComputerIdea, segue da circa 20 anni l'evoluzione del mondo hardware, software e dei servizi IT in un confronto continuo con le aziende leader del settore

I progetti per la valorizzazione dei Big Data non si improvvisano e l’IT oggi torna ad avere un ruolo proattivo per l’incremento del business data-driven. La strategia di Cloudera a livello globale, i casi concreti e la presenza in Italia

Cloudera poco più di un mese fa è diventata una “public company”, ma non cambia i propri obiettivi: lavorare al servizio delle aziende, affinché diventino “data-driven” ovvero in grado di valorizzare il proprio patrimonio di dati, non solo per riuscire a tagliare i costi ma anche per trovare nuove possibilità di business. Per farlo l’azienda propone un framework open basato su Apache Hadoop, di classe enterprise in cui analytics (anche predittivi) sui Big Data, sicurezza, e affidabilità vadano a braccetto. Framework che ovviamente lavora on-premise come in cloud. 

Il percorso dell’azienda in questi anni – Cloudera è nata nel 2008 ma negli ultimi tre anni ha letteralmente ingranato la quarta – sembra confermare che la strategia open source e l’attenzione alle richieste del mondo del business siano ingredienti efficaci per riuscire a crescere e a far lievitare anche il fatturato.
E l’ingresso in borsa se da un lato ricompenserà gli investitori della prima ora, dall’altro non dovrebbe togliere spinta propulsiva all’azienda, che vive degli stimoli della community e potrà essere più agile anche se con le cadenze trimestrali più restrittive.

Agilità che in Cloudera non amano assimilare alla velocità ma alla capacità di intravedere quale sia la via tecnologica migliore per risolvere un problema e abbracciarla e condividerla con i clienti in tempi rapidi, in pieno stile DevOps. Vedremo se la quotazione consentirà effettivamente tutto ciò. 

Nel 2014 si contavano 400 dipendenti a livello worldwide, oggi sono 1600, e il fatturato cresce anno su anno a doppia cifra, circa del 49 percento. Con l’80 percento dei clienti Cloudera che fattura oltre un miliardo di dollari all’anno.

Cloudera Picard
Romain Picard, Regional Director per il sud Europa di Cloudera

Delinea bene lo scenario Romain Picard, Regional Vice President (Emea): “L’azienda lavora in un contesto favorevole: nel 2020 si conteranno 30 miliardi di device interconnessi, la quantità di dati generati sarà 440 volte superiore a quella attuale, solo sfruttando davvero a fondo il loro valore ogni azienda potrebbe fatturare anche il 40 percento in più”.

Per farlo però bisogna ripensare il proprio business, focalizzando l’attenzione su tre direttrici: Valorizzare gli insights a tutto tondo generati dai clienti, collegare prodotti e servizi, proteggere il business“, spiega Picard. Significa nel primo caso essere in grado di condurre analisi non sul passato e sul presente, ma analisi predittive, considerato anche l’ecosistema iperconnesso, e quindi cambiare anche il modo in cui si guarda ai dati.

Collegare prodotti e servizi, per esempio, nell’ambito del manufacturing, significa arrivare a ritagliare su misura un’offerta in base a come gli utenti utilizzeranno i prodotti. Ma proprio nell’era dell’iperconnettività bisogna affrontare il problema della sicurezza e ripensare alla sicurezza delle piattaforme cui si affidano i dati pretende l’utilizzo di machine learning e advanced analytics anche in quest’ambito.

Cloudera, che pur non è di sicuro un vendor con il core nell’ambito della sicurezza, investe ogni anno più di 100 milioni di dollari in ricerca e sviluppo, lavora alla soluzioni di sicurezza per la propria piattaforma, e sfrutta invece le competenze dei partner per implementare soluzioni di sicurezza all’interno di servizi e applicazioni. Ed è interessante citare a questo proposito l’iniziativa Apache Spot che su Silicon abbiamo già approfondito.

Gli esempi concreti di realtà che abbiano applicato almeno in parte i mantra Cloudera non mancano: GoPro per esempio sfruttando gli analytics ha capito come le proprie videocamere venissero utilizzate molto di più per fare fotografie, e quindi ha pensato a una serie di servizi “post-produzione” in questo senso, una nota compagnia aerea ha cambiato il sistema di gestione di alcuni pezzi di ricambio senza tenerli più a magazzino, ma decidendo di stamparli in 3D solo all’occorrenza.

Sono esempi sul campo, di oggi. Insieme a quello di Navistar per il mantenimento dell’efficienza delle flotte di auto/autocarri e Octo Telematics (scatole nere per automobili). Le più importanti telco in Italia hanno a loro volta scelto Cloudera, così come quasi i tutti più importanti gruppi bancari (delle prime cinque banche italiane, quattro utilizzano tecnologia Cloudera).

L'approccio Cloudera
CLoudera – I pilastri della strategia e la tattica per ognuno di essi

Picard abbina ai pilastri che costituiscono l’offerta i consigli perché i progetti in azienda abbiano successo: bisogna affidarsi a piattaforme scalabili, allineare la strategia alla disponibilità di risorse interne e condividerla, quindi aver accesso alle giuste competenze, e a seguire fare crescere internamente quelle fondamentali in ambito Big Data. Un programma decisamente impegnativo. 

Cloudera in Italia

Alla guida di Cloudera in Italia c’è Michele Guglielmo, Regional Sales Director per l’area mediterranea (sub-region di South Europe). E’ arrivato a febbraio dell’anno scorso. Cloudera in Italia è passata dalle tre persone disponibili a metà 2016 alle dodici risorse attuali.

Due persone dedicate alle vendite, due dedicate esclusivamente al canale e le altre otto risorse con competenze tecniche di supporto. In Italia le sottoscrizioni ufficiali della piattaforma Cloudera sono circa una cinquantina, 3/4 volte di più gli utilizzatori senza contratto, che possono utilizzare la piattaforma open ma non le ottimizzazioni enterprise su ogni singolo progetto (per esempio per ogni singolo progetto come Kudu, Impala etc.etc.) e il supporto Cloudera.

Michele Gugliemo Regional Sales Manager Mediterranean Cloudera
Michele Gugliemo Regional Sales Manager Mediterranean Cloudera

L’investimento sul canale per Cloudera è strategico. Una delle due figure italiane, quella del channel manager si occuperà della declinazione del nuovo programma di canale presentato a Londra al Summit del 22 Maggio. 

Spiega Guglielmo: “Il programma di canale presentato a Londra è una pietra miliare per noi. Stiamo investendo molto per crescere, ma riconosciamo che non possiamo avere risorse infinite, e per questo è strategico per noi estendere partnership più ancora che strettamente commerciali soprattutto tecnologiche”.

I partner hanno un obbligo di formazione tecnologica particolarmente cogente (non esiste business sui Big Data senza profonde competenze) e per questo tra “la fase terra e quella di decollo” di ogni nuovo soggetto passa circa un anno. Il cliente è assolutamente “centrico” e la strategia di Cloudera sul canale non può che essere proprio “land and expand” .

Al momento Cloudera ha dieci partner già selezionati, prevalentemente tecnologici. Non fanno parte di questa decina di partner selezionati i grandi provider cloud come Amazon, Google, Microsoft, Accenture, ma anche HPE, tutti clienti e per certi aspetti anche competitor di Cloudera.

La differenza si marca sul fatto che la piattaforma Cloudera è squisitamente di classe enterprise e proprio per questo è a sua volta adottata proprio da cloud provider che dispongono di una loro offerta. Oracle è forse il partner OEM più rilevante a portafoglio, e anche in questo ambito Cloudera cresce ma in Italia e nell’area mediterranea seguita da Guglielmo quello OEM rappresenta ancora un business marginale.

Tra i clienti italiani oltre a quelli già citati ci sono Unicredit, Buongiorno, Job Rapido. Prossima frontiera, ma Cloudera già c’è, sarà il business con la nostra Pubblica Amministrazione. In Italia il contratto quadro per il lotto SPC 3 per la gestione dei dati (open e Big Data per la PA) è stato sottoscritto tra Consip  e il raggruppamento di imprese temporaneo di cui fa parte anche Almaviva come mandataria; e la piattaforma per i Big Data è stata individuata in Cloudera (sarà utilizzata per certo anche in ambito healthcare). In Italia Cloudera anno su anno è cresciuta allineata alla sua Region di appartenenza.

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