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Commvault: la sfida parte dal dato e dal Gdpr

Giornalista professionista dal 2000. Da 15 anni, Stefano si occupa di giornalismo Ict maturando competenze anche nel consumer electronics. Stefano ha iniziato la sua esperienza giornalistica nel 1996 presso la redazione economica di ItaliaOggi.

Fermento su data management e information: Vittorio Bitteleri, neo country manager Italy di Commvault, spiega le novità sul personale, sulle sedi (Milano e Roma) e su una strategia che coinvolga l’indicizzazione del dato in vista del Gdpr

Sul data management e information c’è fermento, secondo Vittorio Bitteleri, country manager Italy di Commvault, inseritosi in azienda nei primi giorni di luglio 2017, “si tratta di un mercato in fermento, forse un po’ di più rispetto alla sicurezza”. Il fatto è che Commvault sta crescendo, sia come organico, sia come sedi: l’espansione di personale non è ancora terminata, sottolinea Bitteleri e dal primo di settembre è operativa anche una filiale a Roma, oltre all’intenzione di lasciare gli uffici di Cinisello Balsamo (Milano) per una nuova sede che rappresenti meglio l’azienda e la conoscenza del brand.

In ogni caso, Bitteleri sottolinea come ci sia stato un ripensamento complessivo sul data management: “Il Gdpr è il driver in questo momento e sulla spinta della normativa che ufficialmente entrerà in vigore il prossimo 25 maggio, le aziende stanno rivedendo quello che hanno fatto fino a ieri: il dato diventerà fondamentale, così come la gestione dello stesso: per le aziende che fanno indicizzazione del dato”. La missione principale di Commvault è rendere visibile l’offerta della società e cosa possa realizzare l’architettura Commvault, potenziando la struttura in termini di presenze, attraverso processi ed esperienze date dal network sviluppato in questi ultimi anni. “Sul fronte del canale – spiega Bitteleri – ho ritenuto di differenziare le anime, con una focalizzazione sui service provider e alcuni system integrator che hanno maggiore sensibilità sulle tematiche da indirizzare”.

Commvault ha messo al centro della strategia il dato e come tale si preoccupa di capire dove si trovi il dato, sia per tutelarlo, sia per proteggerlo. Bitteleri, infatti, sottolinea come il dato possa essere ovunque (cloud, infrastruttura, smartphone) quindi serve una struttura che lo gestisca a 360 gradi. L’obiettivo aziendale mondiale sottolineato da Bitteleri è che nel giro di un paio di anni si raddoppi la market share passando dall’8 al 16%. E in Italia gli investimenti non si sono fatti attendere: nuova visibilità al brand, assunzioni, ufficio di Roma e nuovo ufficio a Milano.

Durante l’evento si è anche ricordata la partnership con Cisco. L’annuncio segna l’ultima tappa strategica nella partnership di lunga durata tra le due società, consentendo a Commvault di portare ai clienti e rivenditori Cisco una soluzione completa. Il software Commvault è ora disponibile dai rivenditori Cisco e dal suo ecosistema più ampio tramite il programma Cisco Solutions Plus e si prevede che ottobre. Ma non solo, oltre a Cisco, Commvault ha citato le partnership con Netapp, Fujitsu e Hitachi.

Vincenzo Costantino, Technical Services Director South Emea Commvault
Vincenzo Costantino, Technical Services Director South Emea Commvault

L’argomento più spinoso, ma anche più succulento, per quanto riguarda le aziende di questo settore, è l’avvento del Gdpr con tutte le conseguenze e gli strascichi che può comportare in termini di ageduamenti da parte delle aziende. E Commvault si è calata perfettamente nella parte, Bitteleri ha confermato di aver parlato con il Garante e di non aver subodorato aria di proroghe al 25 maggio 2018, ma è altrettanto convinto che il garante non inizierà immediatamente  a  fare controlli a tappeto, il picco potrebbe esserci dopo cinque anni dall’entrata in vigore.  Un punto dibattuto sul Gdpr è il diritto all’oblio. Un dipendente che ha lavorato presso un’azienda per anni ha disseminato propri dati ovunque e, secondo le nuove normative, potrebbe chiedere all’azienda, nel caso in cui la lasciasse, di cancellare tutto. L’azienda si troverebbe in serie difficoltà. Bitteleri spiega che Commvault, attraverso l’indicizzazione del dato, riesce a realizzare queste richieste ed esaudirle.

Commvault è nata con un approccio di backup ma vuole anche indicizzare e osservare cosa ci stia dentro al dato. Oggi l’indicizzazione del dato dà un vantaggio non indifferente – dice Vincenzo Costantino, Technical services director South Emeaè possibile aggregare e indicizzare dati utilizzando e sfruttando l’infrastruttura di backup. Oggi supportiamo 46 cloud provider distinti e il vantaggio per il cliente si traduce in una exit strategy vincente. Bisogna definire la exit strategy prima di spostare i dati in cloud”, afferma.