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Avaya si prepara a tornare in Borsa a inizio 2018

Giornalista professionista dal 2000. Da 15 anni, Stefano si occupa di giornalismo Ict maturando competenze anche nel consumer electronics. Stefano ha iniziato la sua esperienza giornalistica nel 1996 presso la redazione economica di ItaliaOggi.

Dopo un periodo di ristrutturazione, Avaya è uscita dal Chapter 11, ha dimezzato il debito e incrementato i fondi per ricerca e sviluppo e a metà gennaio tornerà pubblica quotandosi alla Borsa di New York

Avaya chiude il 2017 e si prepara per la quotazione nel 2018 al New York Stock Exchange. La società, che nel corso del 2017 ha annunciato che questo autunno sarebbe uscita dal Chapter 11, è ufficialmente uscita dal periodo nero, Andrea Ragazzi, amministratore delegato Avaya Italia e VP Southern Europe, ha ufficializzato questo, sottolineando sia il cambiamento di pelle, sia il focus sulla ristrutturazione del debito. Avaya sta compiendo le azioni necessarie per quotarsi e si aspetta di avere circa 110 milioni di azioni in circolazione. “Abbiamo ristrutturato il debito che abbiamo ridotto del 50% rispetto a quello che avevamo e abbiamo incrementato di 300 milioni di dollari di cassa che investiremo in ricerca e sviluppo e fra meno di un mese saremo quotati al NY Stock Exchange”.

Una scelta di riposizionamento pubblico che ha il sapore sia di ricercare nuova linfa sia di ricollocare sul palcoscenico mondiale una azienda rinata che da dieci anni è stata privata dopo un trascorso da pubblica. La società ha un nuovo management, un nuovo ceo e nuovi investimenti in ricerca e sviluppo con il fiore all’occhiello ad Ancona dove è presente il centro di ricerca worldwide. In Italia, la società ha poco più di 130 persone divise nelle sedi di Milano, Roma e Ancona e ha lanciato da poco un progetto, un’Academy dove, al momento, a livello mondo sono stati assunti 50 neolaureati di estrazione prevalentemente ingegneristica ma non sono escluse altre discipline, ai quali saranno fatte capire le attitudini e, una volta formati, indirizzati alle varie aree.

Avaya, la sede milanese
Avaya, la sede milanese

Ragazzi conferma anche la vendita della divisione networking e un rinato focus sulla relazione coi clienti e tra i dipendenti. “Oggi il core business è l’unified communication e contact center a livello cloud. Le applicazioni cloud saranno il focus da qui in avanti e questo avviene se ci sono asdset forti. Noi ne abbiamo tre – spiega Ragazzi – i clienti che ci hanno supportato fino a ora, le nostre persone, la forte squadra e i partner. A oggi siamo al 75% di vendita indiretta con coverage importante e partner certificati. Sui partner puntiamo e in particolare su quelli che sono disposti a investire sulla nuova Avaya e sulle soluzioni cloud”.

E sul partner program? Ci pensa Massimo Palermo, country manager Avaya Italia a svelare che “l’Avaya Edge partner program sarà più consapevole. Siamo sempre più una società software e servizi e stiamo guardando in due direzioni: selezionare i partner, formarli, retribuirli premiando chi ha più software e più applicativo e ci aiuta a portare sul mercato il cloud. Focus sui programmi di formazione ai partner già attivi nel software applicativo cloud. In Italia sono sopra i 200 i partner attivi”. “Punteremo sui partner che vogliono investire in Avaya passando dal vecchio al nuovo mondo – aggiunge Ragazzi – ragioneremo su un numero di partner più ridotto che guadagneranno di più”.

L’azienda ha un forte focus sulla PA, sulle banche, sulle assicurazioni e a breve inizieranno anche progetti nel settore sanitario.