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Cisco Live porta HyperFlex 3.0 con la piena integrazione per i servizi multicloud

Nel 1998 inizia la sua esperienza nel mondo IT in Mondadori e partecipa alla nascita di Web Marketing Tools di cui coordina la redazione. Redattore esperto di software per PC Magazine, e caporedattore di ComputerIdea, segue da circa 20 anni l'evoluzione del mondo hardware, software e dei servizi IT in un confronto continuo con le aziende leader del settore

Con l’upgrade della piattaforma HyperFlex, ora alla versione 3.0, Cisco accelera sul multicloud e porta ulteriore supporto per le architetture a container e Microsoft Hyper-V

Cisco in occasione di Cisco Live 2018 a Barcellona ha presentato la nuova versione 3.0 della sua piattaforma HyperFlex. L’azienda quindi spinge sull’offerta di soluzioni per gli scenari multicloud con una piattaforma che permette lo sviluppo e l’implementazione di applicazioni sia tradizionali che cloud native in uno scenario di iperconvergenza.

La possibilità di abilitare un ambiente operativo multicloud sta rapidamente diventando un requisito dei data center. Secondo la CloudView Survey di IDC del luglio 2017, l’85 percento degli intervistati sta valutando o utilizzando il cloud pubblico, mentre tra gli attuali utenti del cloud l’87 percento  ha adottato misure per portarsi verso una strategia cloud ibrida e il 94 percento  prevede di utilizzare diversi cloud.

Ecco quindi come le novità per l’attuale versione cercano di andare incontro ai dettati di questo scenario. Arriva il supporto per Microsoft Hyper-V, cluster estesi, container e nuovi servizi multicloud che permettono di distribuire, monitorare e gestire applicazioni in qualsiasi tipo di cloud. Alcune delle soluzioni dei competitor diretti non considerano quanto networking e file system distribuiti siano fattori critici per le prestazioni e la scalabilità dei server cluster.

Cisco invece ha ridefinito l’iperconvergenza con un approccio end-to-end completo che permette la progettazione di server e tecnologia di rete ad alte prestazioni, con un filesystem appositamente realizzato. L’obiettivo è migliorare le prestazioni e supportare in modo efficiente una vasta gamma di applicazioni, inclusi database e workload ERP.    

HyperFlex 3.0

Per questo l’ultima versione di HyperFlex si basa su un’architettura avanzata e permette di semplificare ulteriormente le attività. Ora HyperFlex 3.0 integra il supporto oltre che per VMware ESXi, anche per Microsoft Hyper-V, è incluso un driver FlexVolume per consentire lo storage costante per i container gestiti da Kubernetes, permettendo lo sviluppo e l’implementazione di applicazioni cloud-native su HyperFlex.

In questo modo HyperFlex si candida per un’ampia gamma di workload con strumenti di profilazione e dimensionamento dei vari carichi di lavoro disponibili per supportare i progetti di migrazione delle applicazioni. Oltre alle guide per la progettazione e l’implementazione di Virtual Server Infrastructure (VSI) e Virtual Desktop Infrastructure (VDI), sono ora disponibili guide di progettazione Cisco per database mission critical, analytics e applicazioni ERP – tra cui Oracle, SQL, SAP, Microsoft Exchange e Splunk.

HyperFlex 3.0 si candida per le architetture multicloud anche grazie a una serie di nuove integrazioni di servizi con il portfolio software multicloud di Cisco. Per quanto riguarda il monitoraggio delle performance applicative AppDynamics con HyperFlex consente di monitorare le prestazioni delle applicazioni ibride in esecuzione su HyperFlex e su più cloud.

Per quanto riguarda il posizionamento delle applicazioni Cisco Workload Optimization Manager (CWOM) per HyperFlex assiste i clienti con l’analisi automatica e il workload placement; per quanto riguarda la gestione del cloud grazie a  CloudCenter for HyperFlex è possibile la gestione del ciclo di vita dei carichi di lavoro in uno o più cloud privati o pubblici. Mentre sui cloud privati CloudCenter for HyperFlex semplifica l’implementazione e la gestione delle macchine virtuali, dei container e delle applicazioni, rendendo facile il compito di sviluppatori e amministratori. 

A supporto dei clienti con una maggiore densità di macchine virtuali, i cluster HyperFlex possono raggiungere 64 nodi con una maggiore resilienza, grazie a spazi di disponibilità completamente automatizzati. Mentre per quanto riguarda la sicurezza coniugata alla disponibilità di risorse scalabili HyperFlex può ora essere configurato in cluster di estensioni per garantire la massima flessibilità operativa. Infine Cisco Intersight ora supporta HyperFlex Cloud Deployment, portando l’implementazione semplificata e la gestione in qualsiasi località remota

Spiega Liz Centoni, senior VP e GM Computing Systems Product Group di Cisco: “Ciò che ci chiedono i clienti è semplicità operativa, scalabilità e capacità di soddisfare le esigenze specifiche di ciascuna delle applicazioni”e la nuova piattaforma HyperFlex è l’esempio concreto degli sforzi per semplificare e migliorare le attività nei data center e per supportare le organizzazioni affinché possano prosperare in un mondo multicloud”.