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Becker (Equinix), l’interconnessione è il nostro mestiere

Nel 1998 inizia la sua esperienza nel mondo IT in Mondadori e partecipa alla nascita di Web Marketing Tools di cui coordina la redazione. Redattore esperto di software per PC Magazine, e caporedattore di ComputerIdea, segue da circa 20 anni l'evoluzione del mondo hardware, software e dei servizi IT in un confronto continuo con le aziende leader del settore

Ora è disponibile anche in Italia Equinix Internet Exchange. Lo scenario del mercato dei servizi di interconnessione secondo Emmanuel Becker, MD di Equinix in Italia, che propone soluzioni di interconnettività “sartoriali ma globali”

Equinix ha una strategia globalmente ben definita con il core business basato sui servizi di interconnessione che coprono in tre regioni tutti e cinque i continenti, con oltre 185 datacenter in 24 Paesi, per permettere ai clienti di lavorare on-peer a livello globale.

La presenza di Equinix in Italia è direttamente riconducibile all’acquisizione di oltre un anno fa di Telecity e prevede la disponibilità in Italia di quattro data center (nell’area milanese) con la capacità di raccogliere una serie di nuovi clienti: nazionali con bisogni legati al territorio, ed extra-nazionali ma con l’interesse a “fare base” in Italia.

Ne parliamo con Emmanuel Becker, managing director di Equinix Italia, in occasione dell’annuncio della disponibilità di Equinix Internet Exchange  (praticamente in corrispondenza del DC milanese di Via Caldera): “Come global company è nostro fondamentale interesse una presenza globale sui territori, la ripartizione dei DC in un numero così ampio di Paesi permette ai grandi clienti globali con presenze nazionali di lavorare con Equinix on-peers a livello globale”. Si parte quindi dalla capacità di servire clienti nazionali italiani con bisogni internazionali – anche sui bisogni locali – a quella di servire i clienti internazionali che arrivano in Italia.

E Equinix lo fa da oggi anche in Italia con Internet Exchange, ovvero la possibilità di favorire l’interconnettività per soddisfare oltre ai semplici bisogni di computer e storage (tipici dei Data Center) quello di una connettività a punti. Equinix raggiunge più di 1600 carrier a livello globale con le proprie piattaforme e soddisfa il bisogno di alte performance di connettività tra data center con le proprie soluzioni.

Prosegue Becker: “Il cliente con un bisogno globale di intercollegarsi sia con i carrier locali, sia con quelli in altri continenti trae benefici dall’offerta Equinix” e da Internet Exchange. Infatti la piattaforma aggrega migliaia di sessioni di peering in modo condiviso su 22 Internet Exchange Point (IXP) dislocati su 20 aree metropolitane. Così il servizio riduce i costi delle transazioni IP con migliori performance di rete, a velocità superiore, con relativa semplificazione della connettività tra diversi siti, diversi carrier e tra i clienti finali e i carrier.

Equinix Infografica
Equinix Infografica sugli scenari mondiali di interconnessione e traffico (per visualizzare meglio l’infografica fare clic sull’immagine)

Tutti i clienti però manifestano anche altri bisogni, all’interno del paradosso, tipicamente nostrano per cui il grande sviluppo dei servizi di digitalizzazione e di cloud nel tessuto produttivo italiano deve essere calato alla portata delle piccole e medie imprese.
Becker: “La sorpresa arriva dal fatto che spesso queste aziende scelgono di passare da un approccio tutto on-premise a un approccio tutto in cloud, con una sensibile riduzione del numero di facilities ma allo stesso tempo un alto bisogno di interconnessione con tutti gli altri attori e  partner”. 

Significa avere bisogno di intercollegarsi in maniera semplice e rapida con le migliori performance con tutto il mondo di cloud provider, service provider  (di ogni tipologia), con un unico partner globale e quindi in questo caso sfruttando la piattaforma Equinix Cloud Exchange che permette di raggiungere più di 2400 provider di ogni tipologia.

In Italia poi ci sono anche tante aziende, in questo caso anche decisamente grandi, che sono sì in evoluzione per approdare alla Digital Transformation ma con processi rallentati dalla propria complessità per quanto riguarda la propria infrastruttura digitale. Queste aziende vivono la difficoltà di dover lavorare in diversi Paesi ognuno con esigenze di mercato e regolamentari.

A questi clienti Equinix mette a disposizione la potenzialità di una presenza globale e quindi la visione su una serie di problematiche molto probabilmente già evidenziate su altre realtà geografiche.
Spiega Becker: “I bisogni di un’azienda italiana in altre parti del mondo incontrano necessariamente le problematiche specifiche dei Paesi di approdo, che Equinix però già conosce su cui ha già lavorato, significa risparmiare mesi e mesi di expertise da acquisire, sfruttandoci come partner in grado di proporre la soluzione più adeguata o affiancandoci come early adopter al cliente”. 

Equinix non crea solo una soluzione “italiana” ai problemi, che vada bene per tutti, ma vuole qualificarsi come partner “sartoriale globale”: significa creare soluzioni adeguate per l’insieme del servizio che si vuole proporre, a livello globale, con il vantaggio però di avere forti presenze locali e quindi riuscire ad adattarlo ai clienti locali.

I vendor a livello globale trovano quindi in Equinix un partner di presenza locale immediato per arrivare in modo più diretto ai nuovi clienti e a questi ultimi è possibile accesso a nuovi servizi del vendor anche senza che egli si trovi a dover fare investimenti locali, oppure, nel caso in cui è stato già fatto dal global provider un investimento locale, avendo con Equinix accordi privilegiati, permetterà ad Equinix di utilizzare la propria piattaforma e aiutare il partner nel proprio business case. Con Cloud Exchange anche in Italia si chiude questo cerchio virtuoso. 

In Italia Equinix è oggi presente con circa 30 persone (ne arriveranno nel corso del prossimo anno altre a crescere in ogni comparto, non solo sales) e arriva ai clienti in forma diretta, ma come è già accaduto anche negli altri Paesi, è prevista in futuro anche la maturazione del canale.
Becker si pone un obiettivi di crescita in un ordine di grandezza a doppia cifra: “Non potrei dire di più, ma crescere meno di double digit significa oggi praticamente mettersi fuori dal mercato rinunciando a seguirne i trend evidenti in questo comparto”.