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Azure Stack fa passi avanti per il cloud ibrido

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Microsoft ha rilasciato la versione Technical Preview 3 di Azure Stack, con più dettagli sulla roadmap da seguire

Microsoft continua sulla strada un po’ accidentata di Azure Stack, la piattaforma che un’azienda potrà usare per realizzare un proprio cloud on-premise con le stesse funzioni base di Azure. In questa fase la casa di Redmond ha fatto tre importanti passi avanti: il rilascio delle versione Technical Preview 3 (TP3) della piattaforma, la definizione della roadmap da seguire a breve termine e l’ufficializzazione di alcuni dettagli riguardanti il costo della soluzione.

Microsoft non ha cambiato la sua concezione di Azure Stack, che continua a considerare una soluzione per ambienti di cloud ibrido in cui i carichi di lavoro possono migrare indifferentemente tra l’IT on-premise e il cloud di Azure. Nella versione TP3, però, Microsoft ha in particolare ampliato il supporto alle implementazioni in cui Azure Stack deve operare anche senza un collegamento al cloud. Quando questo non ha caratteristiche adeguate di stabilità e latenza, oppure quando ci sono requisiti specifici di “isolamento” dalla rete, Azure Stack ora ha una maggiore latitudine di manovra nell’elaborare i dati in locale e poi aggregarli in Azure cloud per successive analisi, mantenendo comunque in comune la logica applicativa.

Azure Stack Portal
Un esempio di come appare l’Azure Portal, per la gestione dei sistemi Azure Stack

Microsoft ha spiegato che la TP3 di Azure Stack dovrebbe essere l’ultima versione “preview” prima del rilascio definitivo che è previsto per metà anno. La TP3 sarà comunque ampliata aggiungendo in una prima fase alcuni elementi, tra cui le Azure Functions e la multi-tenancy, e in una seconda supportando ulteriori workload tra cui Blockchain. Dopo il rilascio definitivo Azure Stack si evolverà con frequenti aggiornamenti. Il primo è già stato pianificato nei contenuti e sarà dedicato alla modernizzazione delle applicazioni e agli aspetti di scalabilità e di system management.

Per quanto riguarda i costi, Azure Stack seguirà il modello cloud con pagamento a consumo e senza costi di licenza. Il calcolo dei costi seguirà le stesse metriche e procedure di Azure ma i prezzi saranno più bassi perché in questo caso è l’utente finale a occuparsi della gestione dell’hardware. Per i casi in cui le implementazioni di Azure Stack non possono dialogare costantemente con Azure per inviare i dati sul “consumo” dei servizi, è previsto un modello di pagamento forfettario proporzionale al numero di core del sistema hardware.

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Lo schema funzionale di Azure Stack

Resta comunque inteso che Azure Stack non sarà acquistabile direttamente come piattaforma software ma come sistema integrato hardware-software. Dell EMC, HPE, Lenovo e Cisco offriranno sistemi di questo genere con Azure Stack, prevedendo anche opzioni di pagamento a consumo per tutta la soluzione integrata.