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Avanade, chi trasforma il business può crescere del 14%

Direttore responsabile di Silicon, ITespresso, ChannelBiz e Ubergizmo dalla nascita, ama analizzare le dinamiche del mercato IT e le strategie dei vendor. Scrive da più di vent'anni di tecnologie, acquisizioni, hardware e software. Modera convegni e seminari. In passato ha diretto Techweekeurope, Gizmodo, Vnunet, PC Magazine e PC Dealer, iniziando il percorso professionale a Computerworld Italia dopo la laurea.

Un ricerca commissionata da Avanade a Vanson Bourne, condotta su un campione di 600 senior IT manager di grandi aziende (100 italiane), misura la consapevolezza dello stato dell’IT aziendale. Da svecchiare verso il cloud

Un +14% sarebbe l’incremento del fatturato delle aziende che decidessero di intraprendere un percorso di digital transformation, una percentuale significativa che si accompagnerebbe a un 13% di riduzione dei costi.
E’ quanto emerge da una ricerca commissionata da Avanade a Vanson Bourne,  condotta a livello mondiale tra dicembre 2016 e febbraio 2017, su un campione di 600 senior IT manager di grandi aziende con fatturato da 500 milioni di dollari. Di queste, ben 300 erano realtà europee, in egual misura spartite tra Italia, Regno Unito e Germania, intervistate per sondare quali potessero essere le ragioni principali per osare un processo di trasformazione digitale.

Mauro Meanti, amministratore delegato di Avanade Italy
Mauro Meanti, amministratore delegato di Avanade Italy

Lo studio, che indaga l’importanza della modernizzazione dell’IT lungo un percorso che richiede tempo, trova i manager IT pronti ad affrontare la sfida: i  dati evidenziano che il 65% dei responsabili IT è consapevole che i propri sistemi IT non siano allineati con le nuove esigenze dei processi aziendali e che sia necessario aggiornare i propri sistemi IT con analisi predittive da una parte e esplorative dall’altra (lo crede il 93% dei manager).
La parte predittiva coinvolge le decisioni che riguardano la ottimizzazione dei sistemi e dei data center, la parte esplorativa invece verte sui processi e sul business. Due aspetti che dovrebbero andare di pari passo.

Gli intervistati pensano di modernizzare l’IT nei prossimi tre anni con l’ausilio di tecnologie di robotica (58%), di intelligenza artificiale (61%) o processi cognitivi (59%) e  auspicano è di potere fare convivere parte dell’IT esistente con la tecnologia innovativa: ben il 47% degli intervistati è ancorato alla modalità on-premise delle proprie tecnologie (percentuale che stando alle dichiarazioni dovrebbe scendere al 22% nei prossimi anni) mentre l’87% dichiara di stare pianificando una trasformazione legata all’adozione del cloud per integrare l’esistente con una infrastruttura pubblica, nell’ottica del cloud ibrido.

Un passaggio che deve essere ancora digerito dai vertici aziendali: l’87% degli IT manager crede che i propri dirigenti non siano consapevoli delle potenzialità legate alla trasformazione in ottica cloud, così come il 93% sostiene che serva essere certi del ritorno degli investimenti a favore del business per legittimare i nuovi investimenti. Il Roi è come non mai strategico per avallare la spesa, così come la gestione dell’intero processo richiede una stretta collaborazione con un cloud provider ritenuto affidabile (l’81% lo richiede per la migrazione, l’84% per lo sviluppo del software) perché il partner gioca un ruolo non solo di divulgatore di conoscenze tecnologiche  in area specifiche di intervento ma anche di consulente con competenze di business.
“I benefici di un processo di trasformazione digitale devono essere letti in termini di aumento del business  – commenta Ivan Loreti, Cloud & Infrastructure Services & Offerings Executive di Avanade -. Questo spinge le aziende a cercare profili e competenze in  realtà esterne, cruciali nell’accompagnare i processi di trasformazione e in grado integrare i datacenter on premise con il public cloud ”.  La ricerca mostra che nei prossimi tre anni lo spostamento da on premise a cloud impatterà sul mondo IaaS spostano il peso dal 14% al 30% e su quello  PaaS, dall’8% al 25%.  Un processo che, una volta deciso, va guidato con tecnologie e competenze. I manager IT  sembrano averlo capito.