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Avanade, cambia l’approccio ai clienti

Direttore responsabile di Silicon, ITespresso, ChannelBiz e Ubergizmo dalla nascita, ama analizzare le dinamiche del mercato IT e le strategie dei vendor. Scrive da più di vent'anni di tecnologie, acquisizioni, hardware e software. Modera convegni e seminari. In passato ha diretto Techweekeurope, Gizmodo, Vnunet, PC Magazine e PC Dealer, iniziando il percorso professionale a Computerworld Italia dopo la laurea.

Con Mauro Meanti, amministratore delegato di Avanade Italia, il punto sulle strategie dell’azienda, a seguito della riorganizzazione delle divisioni e dei mercati per dare risposte integrate ai clienti su più fronti: Crm, Erp, Marketing, Cloud. I progetti sono più allargati

L’anno fiscale di Avanade chiuso ad agosto registra una crescita in Italia appena sotto al 10%. “Quasi a doppia cifra” scherza Mauro Meanti, amministratore delegato di Avanade, definendolo un buon risultato in un mercato molto difficile che non è cresciuto. “Ci sono elementi che rallentano i grandi progetti delle aziende  – continua -: un sistema bancario in crisi drammatica che aspetta vadano a compimento i processi di fusione in corso; un mercato delle TLC con un avvicendamento di manager che ha rallentato gli investimenti dei due attori principali; un mercato dei media in contrazione a parte chi osa migrare verso il cloud. Qualcosa si muove ma il contesto è difficile”.

Rispetto agli anni passati, la riorganizzazione di Avanade in cinque vertical, mutuati da Accenture – Finance/Insurance, Pa e Heathcare, Risorse, Communication/Media e Products – ha bilanciato i pesi delle divisioni: se fino a un paio d’anni fa la facevano da padrone i progetti in area Finance e Products, quest’anno ha sorpreso l’andamento della Public Sector mentre Finance e Insurance sono rimasti stabili. “Il parco clienti è cresciuto in modo più distribuito, laddove eravamo più piccoli, e questo è un bene dal punto di vista del fatturato” precisa.

Mauro Meanti, amministratore delegato di Avanade Italy
Mauro Meanti, amministratore delegato di Avanade Italy

Le aree di maggior crescita sono state per noi quelle legate alla digital transformation, con processi  interni ed esterni integrati fra loro, e quelli nell’area della cloud transformation, spinta sia da richieste infrastrutturali sia di riduzione dei costi. Si assiste all’esigenza di uno spostamento da on premise a cloud pubblico con una minore dipendenza dal provisioning locale”. Il progetto RCS che ha visto le tre anime di Avanade allineate –  Accenture nel governare il processo, Microsoft nel rendere disponibile la tecnologia, Avanade nella realizzazione software – ha dato vita a un percorso che ad oggi porterà tutto l’online di RCS (blog, siti accessori, siti di testate) su Azure e a tendere riguarderà anche tutte le componenti di publishing. “Nel nostro fatturato sono rimaste flat invece le aree legate ai progetti di workspace, che avevamo già realizzato in passato grazie a Office 365, e alle migrazioni tecnologiche perché molte realtà ancora stanno vivendo un enorme consolidamento” precisa.

Sostanzialmente è cambiata la modalità di fare i progetti: non più semplicemente legati a un fetta di software (Erp o Crm)  ma allargati a piattaforme più condivise e articolate, che in azienda vanno a coprire aspetti di marketing, customer care, Erp. “Questa tendenza segue anche l’offerta di Microsoft che sta progressivamente integrando le sue componenti  software di Erp e Crm. Se da una punto di vista commerciale già Microsoft lavora in questa direzione, presto seguirà anche una proposta integrata dal punto di vista delle funzionalitàprecisa il manager.

La richiesta di soluzioni integrate ha determinato anche un cambiamento organizzativo che ha snellito le dodici business unit di Avanade, non più legate al prodotto: “Le nostre market unit sono oggi Cloud, Digital, Business Application e Technical Services. E’ cambiata anche la figura dell’acquirente, non più il Cio, ma profili che hanno impatti più diretti sul business”. L’approccio che ne consegue è quello di saltare il passaggio della teoria ma di proporre una rapida prototipazione per affinare man mano quello che il cliente vuole, senza tempi di sviluppo lunghi.

In Italia 750 sono i dipendenti, tra cui 50 nuovi assunti nel centro di sviluppo e delivery di Cagliari, complementare al centro di Napoli di Accenture.
Per il 2017 l’obiettivo è una crescita a doppia cifra, con progetti anche in ambito IoT dove la componente progettuale di Accenture sarà fondamentale. Si cercano per questo non solo persone con competenze su Crm e Erp (già assunte lo scorso anno), ma esperti di design e data scientist, in questo caso non legati alla piattaforma.