Big DataCloudCloud managementData storage

Apple apre il suo primo data center in Cina

Direttore responsabile di Silicon, ITespresso, ChannelBiz e Ubergizmo dalla nascita, ama analizzare le dinamiche del mercato IT e le strategie dei vendor. Scrive da più di vent'anni di tecnologie, acquisizioni, hardware e software. Modera convegni e seminari. In passato ha diretto Techweekeurope, Gizmodo, Vnunet, PC Magazine e PC Dealer, iniziando il percorso professionale a Computerworld Italia dopo la laurea.

In accordo con la normativa cinese, Apple ha deciso di aprire il suo primo data center in Cina per le aziende locali. Nei prossimi mesi avvierà un processo di migrazione dei dati archiviati all’estero verso la Cina, che rimane per Apple il secondo mercato a livello mondiale. Strategico

Nel rispetto delle normative cinesi, Apple ha ufficializzato l’apertura di una data center in Cina per rispondere alle richieste degli utenti cinesi che utilizzano iCloud, in conformità con la normativa che spinge le aziende a conservare i propri dati all’interno del paese. Un giro di vite del  governo che ha spinto  i cloud provider interessati a rimanere sul campo a ingrandire la capacità dei propri data center e server locali, per non uscire dal mercato cinese.

Tim Cook. ceo di Apple
Tim Cook. ceo di Apple

Un mercato che rappresenta il secondo per importanza per Apple a livello globale, che non può essere trascurato dal gigante di Cupertino.
Già Tim Cook, ceo di Apple,  lo aveva capito dalla sua prima visita in Cina nel 2014, appositamente studiata per recuperare terreno,  reputazione e migliorare le relazioni con il governo sospettoso verso le aziende high-tech, che anche negli anni è scivolato sulla chiusura di alcuni servizi (iTune Movies, iBook) mettendo a rischio parte del business di Apple.

Una nota ufficiale da Cupertino fa sapere che la nuova fabbrica – parte di un investimento complessivo di 1 miliardo di dollari in Cina – sarà costruita con 100% di energia rinnovabile nella provincia di Guizhou, diventata in poco tempo la capitale dei data center locali, trasformando l’area in un centro nevralgico per cloud e big data. Una mossa che il governo spinge da una parte per togliere alla regione la nomea di zona produttrice di Baijiun (diffusa bevanda alcolica cinese) e dall’altra per innestare nella zona nuovi lavori da colletti bianchi, impiegati nelle nuove strutture.

Apple nei prossimi mesi avvierà un processo di ritorno in patria dei dati degli utenti cinesi ad oggi archiviati in altri data center sparsi nel mondo, attuando un processo di migrazione a ritroso che richiedeva per questo il potenziamento dei server locali.

La nota ufficiale ribadisce “oltre al fatto che il nuovo data center permetterà di velocizzare e migliorare i servizi in accordo con le normative cinesi”  anche la forte politica sulla privacy di Apple per la protezione dei dati degli utenti “in modo che nessuna breccia possa essere aperta nei sui sistemi”.

Per Apple sarà importante anche non perdere terreno sul mercato degli smartphone e che il nuovo iPhone 8 non subisca ritardi, fatto che potrebbe spostare l’interesse di milioni di cinesi verso smartphone Android, con un ampio mercato fatti di produttori nazionali molto forti (Oppo, Huawei, Lenovo).